Il presidio
Scomparso in Arno: i pescatori calano le reti, ma Davide non si trova
Proseguono le ricerche dei vigili del fuoco: ad aiutarli ci sono i volontari. Smaltita la carcassa del daino ucciso nella caccia di frodo
PISA. Oltre a vigili del fuoco e sommozzatori, anche i pescatori di Marina di Pisa hanno tentato il tutto per tutto per ripescare il corpo di Davide Pellegrini, il ragazzo di 21 anni scomparso nell’Arno una settimana fa dopo essersi tuffato per recuperare il barchino alla deriva dopo una battuta di caccia di frodo con il padre Riccardo.
I volontari – tutti esperti di pesca nel fiume – hanno buttato le reti da pesca fra il cantiere del Dopolavoro ferroviario e la sponda opposta, all’interno del Parco di San Rossore, concentrandosi in particolare sulla Buca dei pali vecchi, un canalone in mezzo all’Arno che raggiunge gli otto metri di profondità. Ma purtroppo, dopo averle ritirare su, il cadavere del giovane di origine livornese non è riemerso.
A questo punto – sarebbe un’ipotesi sempre più concreta – c’è il timore che il suo corpo sia stato trasportato in mare dalla corrente. Una possibilità che qualche giorno fa aveva ventilato anche il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Pisa, Ugo D’Anna. A conferma di questo, nel tardo pomeriggio di ieri, quando sono calate le tenebre l’elicottero della guardia costiera di Livorno ha sorvolato la spiaggia del Gombo puntando un faro sull’acqua, nella speranza di ritrovare il corpo del giovane.
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Nel frattempo è stato smaltito in un inceneritore il daino ucciso nella caccia di frodo in San Rossore dal padre di Davide, Riccardo Pellegrini, subito prima della tragedia. A occuparsene la ditta di raccolta di sottoprodotti animali Petracchi Roberto di Livorno. La carcassa del mammifero era stata recuperata poche ore dopo il ripescaggio in Arno, giovedì mattina, grazie all’azienda di disinfestazione e derattizzazione che ha in appalto il servizio per conto del Comune di Pisa, la Entomox di Federico Sbrana. Insieme all’amministratore unico della società, in riva al fiume, era arrivato anche il biologo Daniele Chiavacci. Le ricerche di Davide proseguiranno senza sosta anche nei prossimi giorni.
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