Il Tirreno

Pisa

Sfondano l’officina con un furgone delle Poste e rubano una jeep

Stefano Taglione
Il figlio del titolare, Denny Pellegrini, accanto all'ingresso sfondato dal furgone
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Il figlio del titolare, Denny Pellegrini, accanto all'ingresso sfondato dal furgone

Madonna dell'Acqua: i tre ladri hanno usato il mezzo come ariete. Diecimila euro di danni all’Autocarrozzeria 2000: «Un disastro» 

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PISA. Sono entrati a piedi, spaccando una porta sul retro dell’officina, all’una e 52 della notte fra domenica 16 e lunedì 17 dicembre. E con un furgone delle Poste ancora da riparare, per l’occasione trasformato in ariete, hanno sfondato l’ingresso e il cancello dell’Autocarrozzeria 2000, dalla quale sono fuggiti su una Jeep Renegade nuova fiammante, di proprietà di un autonoleggio dell’aeroporto di Pisa.

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Almeno diecimila euro di danni, oltre al furto del mezzo di grossa cilindrata, per la famiglia Pellegrini, che da 50 anni gestisce la storica ditta di Madonna dell’Acqua, accanto al McDonald’s. La precisione sugli orari si deve al sistema di allarme e alle telecamere che la famiglia ha installato dopo l’ultimo raid – il primo in oltre mezzo secolo di attività – avvenuto lo scorso settembre.

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Anche il quel caso, i malviventi, fuggirono su un’auto a chilometro zero. A dare l’allarme alle forze dell’ordine le guardie giurate, con gli imprenditori giunti sul posto pochi minuti dopo le due. Dalle immagini che il figlio del titolare della carrozzeria, Denny Pellegrini, ha messo a disposizione degli inquirenti, si vedono tre persone, due operative e un “palo”.

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Il primo tentativo di intrusione, in realtà, risalirebbe alle 23.30, quando la coppia è stata disturbata da una macchina, segnalata loro dal complice. Poi, dopo una pausa di due ore, l’assalto vero e proprio, con lo sfondamento della porta sul retro e quello dell’ingresso dell’officina (alto almeno quattro metri e realizzato in vetro e metallo) con il Fiat Ducato delle Poste trasformato in ariete. Uno dei ladri, 30 secondi dopo essere entrato nell’officina di via Borrani, ha ingranato la retromarcia rompendo tutto ciò che ha trovato lungo la traiettoria, incluso il cancello esterno su cui ci si è accanito come fosse su un autoscontri del luna park.

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Prima di prendere l’oggetto dei desideri – la Jeep grigia – il secondo malvivente, apparentemente non riconoscibile dai filmati al pari dei complici, ha perfino spostato un’altra auto in riparazione, lasciata lì insieme al mezzo postale, che ostacolava l’uscita del Renegade. Si tratta di una Peugeot con appena dieci chilometri di vita, purtroppo già segnata: senza lo specchietto destro e con la parte anteriore rovinata. La fuga tre minuti dopo l’intrusione, all’una e 55.

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«Dietro la nostra attività – racconta Pellegrini – c’è un parcheggio privato sempre al buio. Ed è un problema, perché senza luci qui si addensa la microcriminalità, visto che fatta eccezione per il McDonald’s, il resto è tutto chiuso». Il carrozziere si appella agli automobilisti di passaggio. «Sull’Aurelia c’è molto traffico – conclude – e se qualcuno ha visto qualcosa, per favore lo dica alle forze dell’ordine. C’era una macchina ferma nel piazzale: non è possibile che nessuno l’abbia vista».

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