Il Tirreno

Pisa

polemica a gagno 

«Il Casottino? Spazio pubblico che è stato salvato dal degrado»

Antonio Scuglia

Gli occupanti e un gruppo  di genitori delle scuole Filzi:  «Toglierlo significherebbe  lasciare un vuoto nel cuore del nostro amato quartiere»

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pisa. Molto spesso quando si parla di un posto, uno stabile, uno spazio “occupato”, si parla in ogni dettaglio della condizione legale, ma non di chi c’è dentro, o di quale funzione abbia quel posto, o della sua storia. Lo ricordano un gruppo di genitori delle scuole Filzi e i gruppi che due anni fa subentrarono al Comitato di quartiere nel Casottino di Gagno, continuando le opere di manutenzione per evitare che andasse in malora.

L’intervento arriva in seguito all’intenzione del Comune di privare di energia elettrica chiunque occupi abusivamente gli immobili comunali, per sgomberarli. E fra questi, oltre al Galeone occupato e alla Mala Servanen Jin, c’è il Casottino di Gagno. Spiegano i genitori: «Abbiamo usufruito di questo spazio per festeggiare compleanni e feste a tema e chiediamo un attimo di riflessione sulla sua importanza, la comodità di averlo al centro di un quartiere facilmente raggiungibile da qualsiasi punto della città, l a possibilità di avere uno spazio di svago dove poter trascorrere del tempo nel rispetto delle norme e quelle dettate dal buon senso civico e orario. Sarebbe opportuno un intervento di rinnovo alla struttura stessa, andando a migliorare un luogo di grande importanza per tutti. Il casottino è un simbolo, un punto di ritrovo; toglierlo equivarrebbe a lasciare un vuoto nel cuore di questo quartiere che altri spazi adeguati proprio non ha. Crediamo di utilizzarlo in maniera corretta e pertinente, e crediamo interessi anche a molti cittadini».

Lo stabile fu occupato dagli abitanti di Gagno per adibirlo a uso sociale. E due anni fa sono subentrati gli utenti attuali, «eseguendo le opere di manutenzione necessarie». Tutto questo «collegandoci alle utenze della luce con regolare contratto e pagando puntualmente». «Siamo un gruppo di persone – spiegano – in parte aderenti ai Rangers 1979, Curva Nord Maurizio Alberti, o a questi collegate, e in parte non provenienti dalla tifoseria, ma interessate ai progetti e alle iniziative portate avanti ivi comprese le attività di quartiere. Siamo ben conosciuti e conoscibili. Non è un covo di niente. È uno spazio pubblico. Lì dentro, sono stati discussi tanti progetti legati al nome di Alberti. È una sala riunioni, ma anche una sede operativa dove disegnare, scrivere, sistemare, stilare comunicati. Al Casottino ferve ogni anno la preparazione e progettazione del “Mau Ovunque”, dove giocano i grandi ma anche i bambini, momento di aggregazione importante per i tifosi e non solo». —

Antonio Scuglia

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