Il Tirreno

Pisa

la polemica 

Cancellata la parola demolire dal piano per la tangenziale

La proposta in un emendamento di Bargagna della Lega Gambini (Nap-Fdi): eliminare l’ipotesi di una residenza per padri maltrattanti

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PISA. Il consiglio comunale vota oggi il programma di mandato del sindaco Michele Conti. Un lungo documento che vede protagonisti soprattutto due emendamenti riguardanti fronti polemici di queste e delle scorse settimane: uno è la “demolizione” dell’acquedotto mediceo per far passare la tangenziale di nord-est e l’altro è la previsione di una casa per l’accoglienza di padri maltrattanti.

Nel primo caso, secondo l’emendamento presentato dal consigliere Alessandro Bargagna (Lega), si legge: «Il progetto della tangenziale Nord Est va rivisto principalmente per quanto riguarda l’attraversamento dell’Acquedotto Mediceo». E poi si resta sul generico: «Saranno individuate soluzioni alternative compatibili con il bene architettonico».

Salta infatti tutta la parte dettagliata relativa all’ipotesi di demolizione: «È assurdo realizzare un taglio nel territorio lungo circa 250 metri per sottopassarlo; demolendo tre arcate, con quanto si risparmierebbe se ne potrebbero ricostruire almeno 10 di quelle ora mancanti e consolidare il resto oggi dissestato».

Eliminata anche la parte successiva: «Per la pista ciclabile per San Giuliano, in attesa che venga realizzata una nuova viabilità, si potrebbe pavimentare la traccia già esistente lungo i condotti, quindi crearne una nuova da Asciano a San Giuliano».

Nel secondo caso, secondo l’emendamento presentato da Giulia Gambini (Noi Adesso Pisa-Fratelli d’Italia), l’intervento riguarda il capitolo “Politiche di tutela alla genitorialità”.

Il passaggio che resta è questo: «Favorire progetti di intervento e servizi rivolti alla tutela dei minori e della famiglia soprattutto quando si verificano situazioni di particolare disagio. Si può prevedere la creazione di una Casa per l’accoglienza di padri separati. Così come dei percorsi di accoglienza per madri separate sprovviste di abitazione».

La cancellazione riguarda invece l’ipotesi di “residenze per padri maltrattanti”. L’emendamento prevede la soppressione di questo passaggio: «Nel caso di padri maltrattanti si dovrà invertire la tendenza per cui le madri ed i figli sono costretti ad abbandonare la loro casa per trasferirsi in case rifugio, saranno quindi previste residenze nelle quali far trasferire i padri per consentire alle madri e ai figli di restare nel loro ambito abitativo abituale riducendo, soprattutto per i bambini, le cause di disagio e di stress».

Osservazioni sono state presentate anche da alcuni consiglieri del Pd, che però non saranno accolte «per incompatibilità con le linee politiche espresse dal sindaco». —

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