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Il “cimitero" dei motorini rubati resta dov’è, almeno per ora - Video
Coltano, il Comune di Pisa deve procedere alla pulizia: «Ma servono le telecamere per evitare il formarsi di nuove discariche». Molti mezzi “cannibalizzati” appartengono a livornesi
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COLTANO. Sarà probabilmente un impianto di videosorveglianza a contrastare nei prossimi mesi il fenomeno di abbandono di rifiuti in via dell’Idrovora. Telecamere che, unite ad altre misure di prevenzione, cercheranno di combattere gli scarichi abusivi che a più riprese, nelle zone di Coltano - tra Livorno e Pisa- , hanno dato vita a piccole e grandi discariche. Tra queste anche un “cimitero” di motorini con decine di carcasse di scooter e centinaia tra pezzi di carrozzeria, caschi, bauletti e selle abbandonati all’ombra dei grandi pini marittimi a poche centinaia di metri dal cosiddetto “villaggio delle case minime”, l’insediamento rom autorizzato di Coltano.
Una maxi discarica (molti di questi mezzi sono stati rubati a Livorno), probabilmente alimentata da qualche banda dedita ai furti e alla rivendita sul mercato nero di parti di moto e motorini o da officine e carrozzerie che hanno deciso di smaltire nel modo più veloce ed economico vecchi rottami e scarti di lavorazione, circondata da rifiuti di ogni genere (divani, elettrodomestici e decine di taniche e bidoni di solventi, pitture ed altre sostanze inquinanti) su cui probabilmente la polizia municipale indagherà per cercare di risalire ai responsabili. «Il Comune si farà carico della pulizia e della bonifica dell’area, ma occorre una stretta collaborazione con l’Ente Parco per contrastare e prevenire questi fenomeni», sottolinea l’assessore all’ambiente Filippo Bedini che, dopo le festività natalizie, incontrerà il direttore del Parco per studiare e concretizzare un piano di lotta all’abbandono dei rifiuti nelle aree del Parco di San Rossore. «Il nostro ente - precisa in proposito il vice presidente del Parco Maurizio Bandecchi - non ha normativamente competenze dirette per la rimozione dei rifiuti in quella zona che è peraltro area contigua del Parco. Siamo tuttavia pronti a fare la nostra parte come già accade in altre situazioni».
L’obiettivo, ovviamente, è duplice. Sia per il Comune che per il Parco: rimuovere i rifiuti e fare in modo che non ci tornino. Ecco perché, per il momento, il “cimitero dei motorini” con tutto il corredo di rifiuti pericolosi e inquinanti che ci sta intorno, resterà lì dove si trova. Per quanto tempo? Difficile dirlo. Serve quanto meno mette in piedi una strategia adatta ad evitare che rimossa la discarica coi soldi delle tasse dei pisani il primo malintenzionato non torni sul posto a scaricare nuovamente rifiuti.
Tra le probabili soluzioni anche il ripristino delle telecamere che furono installate alcuni anni fa e successivamente messe fuori uso probabilmente da chi ha fatto delle pinete lungo via dell’Idrovora l’area per sbarazzarsi nel modo più semplice di rifiuti di ogni genere.
Una serie di occhi elettronici (“difesi” da protezioni per impedirne il furto o la distruzione) affiancati da altri provvedimenti per impedire l’accesso alle pinete a furgoni ed altri mezzi che sistematicamente fanno capolinea all’ombra dei pini marittimi per alimentare con carichi di rifiuti un fenomeno, quelle delle discariche abusive, che nella zona tra Coltano e Tombolo va avanti da anni. Tra questi anche recinzioni e new jersey nelle aree considerate più a “rischio”. «L’obiettivo - prosegue l’assessore all’ambiente, che alcune settimane fa ha effettuato un sopralluogo nell’area insieme alla polizia municipale - è concordare una strategia comune e concretizzare una serie di azioni per cercare di mettere fine a questo fenomeno. Abbiamo varie idee e proposte che sottoporremo al Parco».
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