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Scompare in Arno: il padre di Davide denunciato per bracconaggio - Video
Pisa: Riccardo Pellegrini accusato anche di furto ai danni dello Stato per aver cacciato e ucciso un daino nel Parco di San Rossore prima della tragedia. Le ricerche del ragazzo ancora in corso
PISA. Un daino trapassato da una pallottola, il barchino vuoto e alla deriva con un fucile a bordo, che prende il largo nel buio gelato dell’Arno. Un ragazzo di 21 anni che per recuperarlo si spoglia e si getta nel fiume. Senza tornare su. E due denunce - come anticipato dal Tirreno nell'edizione di venerdì 14 dicembre - per bracconaggio e furto ai danni dello Stato a suo padre che non fa altro che piangere. È un mistero che i carabinieri sarebbero vicini a spiegare quello della scomparsa di Davide Pellegrini, il giovane pisano (ma fino al 2005 ha vissuto a Livorno) svanito nel nulla mercoledì sera dopo essersi tuffato nell’acqua per tentare di riacciuffare l’imbarcazione forse non ormeggiata bene.
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Secondo una prima ricostruzione i due – il padre Riccardo Pellegrini di 53 anni e il figlio – si trovavano a caccia di daini nel Parco di San Rossore, in una zona proibita. È per questo che secondo gli inquirenti prima delle 20 avevano attraversato l’Arno col barchino, valicando il boschetto di fronte al cantiere del Dopolavoro ferroviario per sparare alle prede. Una, in effetti, l’hanno presa. È stata ritrovata giovedì 13 dicembre dal Nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Livorno, che continuano le ricerche del ragazzo, finora senza esito. Giovedì 13, alle 17, sono state nuovamente sospese per il buio. Una cosa è certa: quell’animale spiega la scomparsa di Davide. Per questo il padre Riccardo è stato denunciato dai carabinieri – a coordinare le indagini il maggiore Cristina Spina, comandante della compagnia pisana, insieme ai militari della stazione di Marina e ai forestali – per bracconaggio e furto ai danni dello Stato.
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Il daino – è della specie “Dama dama”, tipica dell’area protetta – viene da lì. A confermarlo anche gli esperti Federico Sbrana e Daniele Chiavacci della Entomox, l’azienda ambientale che ha recuperato la carcassa del mammifero. Secondo quanto emerso il padre avrebbe ammesso la caccia di frodo. Guidando poi i militari nel recupero del daino, con l’ausilio di vigili del fuoco, guardia costiera e carabinieri. «Il daino? È stato lui a segnalarlo alle forze dell’ordine, dicendo di averlo visto galleggiare mercoledì sera – lo difende il cognato, Osman Volpi, di Navacchio come alcuni parenti della sorella Tiziana di Livorno, compagna di Riccardo e madre di Davide – Lui è una persona perbene, è contro queste cose. Stava solo pescando».
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Ma gli inquirenti non la pensano così. Tanto che hanno sequestrato almeno altri quattro fucili nella casa di Pellegrini. Non nell’alloggio popolare di via Rindi, vicino allo stadio, ma nell’annesso accanto al loro retone di viale D’Annunzio, dove di fatto la famiglia abita. L’uomo è titolare sia del porto d’armi, che dei patentini di caccia e pesca. Lavora nel settore ittico e un tempo gestiva la pescheria Tripola di via Livornese. Il figlio, invece, dopo aver lasciato gli studi all’alberghiero Matteotti (ha frequentato la 1N) si è dedicato alla professione del padre, lavorando negli anni scorsi anche per un pescatore di Marina di Pisa, conosciuto come “Tondo”. Lì ha appreso i rudimenti del mestiere, ora messi al servizio del padre, che è anche proprietario di una se conda e piccola imbarcazione ormeggiata al cantiere del Dopolavoro ferroviario.
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Ma come è caduto in acqua Davide? Secondo una prima ricostruzione i due avrebbero attraversato l’Arno col barchino a motore, poi il padre ha sparato e ucciso il daino. L’animale è stato quindi issato sull’imbarcazione. Insieme al fucile da caccia. Ma è bastato qualche minuto di distrazione che il natante (ritrovato all’una di notte poco più in là, non verso mare) si è allontanato da riva, inducendo il ragazzo a tuffarsi. Senza riemergere. Ci sono diversi misteri. Perché se il giovane è svanito nel nulla alle 20, l’allarme è stato dato solo alle 21? Perché nel frattempo è intervenuto un amico del padre? E perché il daino (tre anni di età) è stato ritrovato nell’acqua – e non nell’imbarcazione – con il foro di entrata nell’intestino e l’altro dalla parte opposta? Sono domande alle quali gli inquirenti stanno cercando di dare risposta. Per spiegare la scomparsa di un ragazzo che si è gettato nell’acqua fredda 10 gradi. Lo ha fatto solo per il barchino? O per evitare che qualcuno notasse il daino del Parco e il fucile da caccia?
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