Il Tirreno

Pisa

Arte e tecnologia Confindustria premia l’Opera della Primaziale

Carlo Venturini

L’istituzione pisana sarà l’unica eccellenza culturale della toscana  ospite a Matera  Capitale della cultura 2019

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Pisa. L’Opera Primaziale sarà l’unica rappresentante dell’eccellenza culturale e tecnologica della Toscana a Matera capitale della cultura europea 2019. Non di sola Torre, insomma, vive la nostra Primaziale che si è aggiudicata il Premio di Confindustria – Matera Capitale della Cultura presentando le tecnologie utilizzate per il restauro degli affreschi del Camposanto monumentale ed in particolare l’utilizzo di micro-batteri per la pulizia delle pitture e di teli scaldanti per “combattere” le problematiche relative alle condense derivanti da situazioni atmosferiche. . «La tecnologia usata per dare una seconda vita agli affreschi del Camposanto e di garantirne negli anni la loro sicurezza e bellezza, ha un che di unico e di creativo al tempo stesso nel panorama della scienza applicata ai beni culturali» ha detto Gianluca De Felice segretario della Primaziale. Patrizia Alma Pacini presidente dell’Unione industriale pisana, precisa che «solitamente si associa Confindustria con il mondo del business mentre questa volta, si tratta di premiare un soggetto no profit ma che eccelle come da bando proposto, per aspetti tecnologici al servizio della cultura». Per Pacini, la “trasferta” della Primaziale a Matera è un doppio traguardo «perché da un lato tutta Europa verrà messa di fronte ad uno scenario tecnologico pisano di altissimo valore e dall’altro, i turisti europei presenti nella Città dei Sassi, potranno essere incentivati a vedere dal vero il ciclo degli affreschi e quindi la nostra città». In primavera (la data è ancora da definirsi), la Primaziale avrà uno spazio espositivo a Matera dove fare dimostrazioni in loco delle due tecnologie che hanno salvato il ciclo di affreschi dove c’è il “Trionfo della Morte” di Buonamico Buffalmacco. «La cosa straordinaria è che queste “rivoluzioni” tecnologiche e scientifiche nel settore dei beni culturali, sono replicabili e cioè possono esser il modello per applicazioni su altre opere di soggetti nazionali ed internazionali» spiega De Felice. Come dire che la Primaziale si apre ad ospitare restauratori, studiosi, scienziati che vogliano apprender il “metodo Buffalmacco” . Scendendo nel dettaglio, per la pulitura delle superfici pittoriche sono stati utilizzati di batteri “mangiatori”, un sistema innovativo messo a punto dal microbiologo prof. Giancarlo Ranalli dell’Università del Molise. Sistema associato all’uso di teli scaldanti progettati allo scopo di contrastare i danni derivanti dalla formazione di condense. —

Carlo Venturini
 

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