Il Tirreno

Pisa

Retata di spacciatori: decine di arresti chiusura per 15 giorni del Punto Snai

Pietro Barghigiani
Retata di spacciatori: decine di arresti chiusura per 15 giorni del Punto Snai

L’epicentro dell’inchiesta è la zona della stazione. La polizia sequestra cocaina, marijuana e hashish

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Chi era in cima alla lista è stato preso lunedì sera. Ieri hanno proseguito per tutta la giornata con l’elenco stilato dopo mesi di indagini. Stamani ci saranno le prime convalide in carcere per una parte degli arrestati.

È un’inchiesta che mette al centro del mirino della Procura decine di fermati quella avviata dalla questura, guidata da Paolo Rossi, che ha rintracciato numerosi immigrati accusati a vario titolo di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Disposta la chiusura per 15 giorni del Punto Snai di viale Gramsci che proprio nei giorni scorsi aveva ufficializzato con il Comune l’apertura di uno spazio per un presidio fisso della polizia municipale.

L’operazione si conclude oggi dopo un primo vaglio del gip Pietro Murano sulle richieste di misure cautelari firmate dal sostituto procuratore Miriam Pamela Romano con il coordinamento del procuratore capo Alessandro Crini.

Cocaina, marijuana e hashish il collante che lega gli arrestati dagli agenti della squadra mobile dopo lunghe attività di investigazione. Pedinamenti, appostamenti, osservazioni mirate su scambi e passaggi di sostanze tra pusher e acquirenti.

A scorrere le nazionalità degli arrestati sembra di avere a Pisa l’Onu della droga, dai tunisini ai senegalesi, dai marocchini ai gambiani, con la presenza anche di un israeliano e un thailandese.

Almeno una ventina da lunedì sera dormono al Don Bosco.

Una volta eseguite tutte le misure si saprà se ci sono anche italiani nella rete tesa dai poliziotti ricorrendo a intercettazioni ambientali e telefoniche con la stazione, per l’ennesima volta, a confermare la sua vocazione di epicentro dello smercio di droga in città.

Tra i provvedimenti eseguiti dalla polizia anche la chiusura di un’attività commerciale considerata un luogo di incontro in cui agevolare lo spaccio.

Un punto di appoggio dove pusher e clienti potevano vedersi senza temere le periodiche retate di strada delle forze dell’ordine.

Con gli arresti sono arrivati anche i sequestri. Una collezione di sostanze stupefacenti messa insieme con più episodi slegati tra loro, ma tutti riferibili a un giro esteso non al punto da contestare l’associazione a delinquere.

Non c’era un gruppo egemone che dettava le regole sugli spacciatori di strada. In parallelo e senza farsi concorrenza la diffusione delle sostanze viaggiava attraverso vari canali con autonomie di azione collaudate. Al centro dello spaccio, che come un moto perpetuo a Pisa può rallentare senza mai fermarsi, l’area della stazione con le sue diramazioni nei centri di vendita in città, dalla prima periferia alle stradine interne della movida. L’ultima grande retata sullo stesso fronte risale giusto a un anno fa con 26 arresti. —





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