Il Tirreno

Pisa

Picchiato e deriso dal branco l’assalto ripreso in un video

Danilo Renzullo
 Picchiato e deriso dal branco l’assalto ripreso in un video

Quattordicenne è stato costretto a offendere la mamma mentre veniva filmato con un cellulare da quattro ragazzi che lo hanno seguito anche sul bus

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pisa. È stato picchiato e insultato. Sotto minaccia è stato costretto anche ad offendere pesantemente la madre. «È una p…..a, ce la s….o», le frasi che Marco (il nome è di fantasia), un ragazzino di 14 anni, è stato obbligato a ripetere mentre i suoi aggressori, tra risate di scherno e offese, riprendevano con un cellulare i suoi disperati tentativi di liberarsi da quel branco di quattro ragazzini rom che prima in strada e poi su un autobus lo ha picchiato e insultato oltraggiando il suo spirito allegro e spensierato.

Un incubo durato alcune decine di minuti. Iniziato nei pressi della stazione ferroviaria e terminato in un lungo pianto liberatorio tra le braccia della madre che lo attendeva alla fermata dell’autobus in un quartiere periferico della città dove il quattordicenne risiede con la famiglia. L’episodio, denunciato ai carabinieri, è avvenuto la scorsa settimana. Il ragazzino, che frequenta lo stesso istituto superiore di uno dei quattro bulli, ha raggiunto il centro per acquistare i biglietti per assistere ad un concerto che si terrà nel prossimo fine settimana in un locale pisano.

La gioia per essere incluso nella ristretta lista di spettatori che potrà partecipare allo spettacolo si è trasformata pochi minuti dopo in un incubo. Il quattordicenne, intorno alle 17.30, ha raggiunto il piazzale antistante la stazione per attendere l’autobus che lo avrebbe riportato nei pressi di casa. Dopo poco è stato avvicinato da un gruppo di ragazzini. Tra questi un quindicenne che già in passato lo aveva insultato e schiaffeggiato senza alcun motivo in un locale della periferia. In sua compagnia un quattordicenne che frequenta la stessa scuola di Marco e altri due minori, tutti, secondo quanto indicato ai carabinieri, di etnia rom. Senza alcun motivo Marco è stato bersagliato di insulti. Dalle parole, il quindicenne è poi passato ai fatti, colpendolo con uno schiaffo al volto. Pochi istanti dopo, il quattordicenne è stato raggiunto anche da un pugno al fianco sinistro.

Violenze, condite da insulti ed offese, andate in scena davanti ad alcune persone presenti al terminal degli autobus che, probabilmente, non hanno compreso la gravità di quello che stava accadendo. «O - sottolinea la madre del ragazzo aggredito (non pubblichiamo il nome per proteggere l’identità del minore) - hanno avuto paura di intervenire». Soprusi e angherie proseguite a bordo dell’autobus, dove Marco è stato costretto dai quattro bulli a sedersi al loro fianco. Minacciato di nuove violenze fisiche, è stato obbligato a ripetere insulti e frasi offensive contro la madre, registrate ed immortalate in un video girato con un cellulare da uno degli aggressori. «P…a. Ce la s….o», gli epiteti che Marco è stato costretto a ripetere davanti alla videocamera dello smartphone senza alcuna possibilità di chiedere aiuto all’autista. «Se ci denunci, ti picchio e ti ammazzo», l’avvertimento che uno dei quattro ragazzi rom avrebbe rivolto a Marco prima di scendere dall’autobus. Un incubo durato alcune decine di minuti e terminato in un lungo pianto liberatorio tra le braccia della madre. —

Danilo Renzullo

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