Il Tirreno

Pisa

«I soldi per ridurre l’impatto acustico ci sarebbero»

C.V.

L’indagine del centro di ricerca del dipartimento di Economia e Management dell’ateneo pisano 

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lo studio

«Pensare all’ampliamento del Galilei si può a patto che si investa seriamente sulla riduzione dei danni ambientali». Lo sostiene in una relazione corposa, Elisa Giuliani responsabile del centro di ricerca e e gestione del dipartimento di Economia e Management (Remarc) dell’Università di Pisa. Stando allo studio realizzato emerge che Toscana Aeroporti deve giocare un ruolo centrale in questa vicenda perché una gestione responsabile dello scalo pisano potrebbe consentire all’aeroporto di crescere senza danneggiare il diritto alla salute dei cittadini pisani, che ancora attendono il piano di risanamento acustico aeroportuale del Galilei. «La buona notizia – continua Giuliani – è che Toscana Aeroporti gode di ottima salute economico-finanziaria avendo un margine operativo lordo del 25% nel primo semestre del 2018, ed un indebitamento molto limitato, a fine 2017 la posizione finanziaria netta era di 28,5 milioni di euro a fronte di un margine operativo lordo di 30 milioni di Euro circa». La salute dell’azienda si vede anche dal fatto che, stando ai dati della Borsa Italiana, il 4 giugno 2018 Toscana Aeroporti sembra aver distribuito utili ai suoi azionisti per circa 9,8 milioni di euro. Toscana Aeroporti è detenuta a maggioranza assoluta da Corporacion America Italia, società privata che fa capo al miliardario Eduardo Eurnekian, il secondo uomo più ricco dell’Argentina (dati 2013) che ha accumulato una fortuna quantificata da Forbes in 2,7 miliardi di dollari nel 2018, fortuna che ha incrementato notevolmente nel passato recente (era di 1,8 miliardi nel 2012).

«Date queste premesse, sarebbe sbagliato chiedere a Toscana Aeroporti ed al suo azionista di maggioranza di mettere in campo le risorse necessarie a garantire lo sviluppo dello scalo pisano e minimizzarne al contempo gli impatti negativi sulla salute umana?»: si domanda Giuliani. Nella relazione, si continua scrivendo: «Nei casi di aziende come Toscana Aeroporti le risorse ci sono, e proteggere quei diritti non pregiudicherebbe la solidità finanziaria dell’azienda. Non implicherebbe di per sé mettere in dubbio posti di lavoro ed opportunità economiche. «Implicherebbe, – continuano dal Remarc – forse, andare ad intaccare i processi di accumulazione della ricchezza da parte di pochi. L’utilità marginale di un milionario è bassissima il che significa che la qualità della vita di Eurnekian non sarebbe gravemente pregiudicata se il consiglio di amministrazione decidesse – in uno o più esercizi – di non redistribuire gli utili per investirli in opere infrastrutturali che possano avere effetti positivi sulla salute di centinaia di migliaia di persone» .

«Sta ora a Toscana Aeroporti dimostrare alla comunità di essere un’impresa responsabile. Noi al Remarc siamo aperti al confronto e, dove possibile, ad aiutare a trovare una soluzione che soddisfi gli azionisti ed i cittadini»: concludono dal centro di ricerca. —

C.V.

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