Il Tirreno

Pisa

l’anniversario 

Tutela delle donne maltrattate la casa rifugio compie 20 anni

Giovedì un convegno ricorda l’esperienza che a Pisa esiste dal 1998 e che in Toscana fece da apripista ad altre realtà oggi arrivate a quota 20

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. La casa rifugio della Casa della donna compie vent’anni e per l’occasione si svolgerà giovedì alle 15 nella biblioteca del convento dei Cappuccini, il convegno "La Casa rifugio si racconta: storie di relazioni tra donne".

Dal 1998 ad oggi la Casa rifugio della Casa della donna ha accolto 79 donne e 78 bambine e bambini. Si tratta in maggioranza di donne italiane (41), con un'età compresa tra 30 e 49 anni, residenti a Pisa e provincia. Le donne straniere (38) sono originarie soprattutto dell’est Europa.

Quella della Casa della donna è la prima casa rifugio per donne maltrattate aperta in Toscana. Era, infatti, il febbraio 1998 quando, grazie ai fondi stanziati dalla legge regionale contro la violenza sulle donne, le prime due donne, vittime di gravi maltrattamenti, furono accolte in un appartamento ad indirizzo segreto gestito dalla Casa della donna attraverso una convenzione con il Comune di Pisa. Un anno dopo aprì la casa rifugio dell’associazione Artemisia di Firenze e poi quelle di Prato e Grosseto. Oggi in Toscana sono attive 20 case rifugio, che nel 2017 hanno ospitato 147 donne e 114 figli/e. In Italia le case rifugio sono 258 (dati Istat), 55 quelle aderenti all’associazione nazionale dei centri antiviolenza Dire.

«L'idea di dedicare una giornata all'esperienza e alla storia della Casa rifugio - spiega Carla Pochini, presidente della Casa della donna - nasce dal desiderio di presentare alla città il lavoro compiuto in questi vent'anni e mostrare quanto sia importante e necessario per chi è vittima di violenza poter contare su una struttura protetta. Come abbiamo detto recentemente al sindaco di Pisa Michele Conti, in risposta alla proposta di aprire una casa per uomini maltrattanti, in caso di gravi violenze, allontanare i maltrattanti e lasciare le donne e i bambini nella casa di famiglia aumenta e non diminuisce il rischio. Ecco perché abbiamo giudicato quell’idea inutile e dannosa e siamo contente che alla fine il sindaco ci abbia ascoltate e abbia deciso di ritirare quella proposta. Se davvero il sindaco Conti vuole dare un aiuto concreto alle donne vittime di violenza - conclude Pochini - perché non destina dei fondi per sostenere l’autonomia delle donne in uscita dalla Casa rifugio?».

«Le storie delle donne che abbiamo accolto in questi anni - sottolinea Giovanna Zitiello, coordinatrice del centro antiviolenza della Casa della donna - ci dicono che le case rifugio sono le uniche in grado di salvare le donne e i loro figli da una violenza che non di rado diventa furia omicida».

Alle 17.30 la tavola rotonda “Prima le donne e i bambini. Verso un sistema territoriale di protezione delle donne e dei minori vittime di violenza". —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web