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La gente non legge più, è crisi anche per i libri usati: chiude Fumettomania
Il famoso “Compro, baratto e vendo” di via La Nunziatina liquida tutto: il 31 stop all’attività
C’erano una volta Capitan Miki, Il Piccolo Ranger, Il Grande Blek, insieme ai volumi “seri”. Ma la gente legge sempre meno. Persino i libri ed i fumetti usati. E così chiude Fumettomania, l’esercizio in via La Nunziatina nato come “Edicola Palandri”, dal 1971 il primo “Compro, baratto e vendo” librario di Pisa. È un sorriso amaro quello di Andrea Ambrogetti, il titolare che in questo negozietto è cresciuto, prendendo poi dietro al bancone il posto della madre Maria Pia Palandri. Il 31 dicembre chiuderà i battenti: «Siamo diventati obsoleti. E i ricavi non coprono più le spese per l’affitto e le bollette».
Da alcuni mesi Fumettomania ha messo tutto in vendita a prezzi irrisori: ogni libro un euro, ogni fumetto 0,25 centesimi. E la svendita riguarda anche i vari oggetti da collezione.
«Spero di riuscire a dar via più roba possibile prima della chiusura - spiega l’esercente -. Mi piange il cuore al pensiero di non poter tenere quello che rimarrà, ma non abbiamo neanche una cantina o un magazzino dove riporre i volumi».
Il via-vai è continuo, tra gente di passaggio e vecchi clienti che non vorrebbero rassegnarsi a vedere sparire un pezzo della storia recente di Pisa che ammaina bandiera bianca.
«È stata una bella avventura - dice Ambrogetti, cinquantadue anni -. Libri usati, collezionismo, film, dischi, anche oggetti di pregio: una seconda edizione dei Beatles, un libro di medicina del 1890 che un primario venne apposta da Padova per acquistarlo dopo che avevamo messo un annuncio».
Un’avventura che ha retto a lungo la sfida con la “modernità”, ma purtroppo la lotta è diventata sempre più impari. «Per molti anni abbiamo venduto molti film su Vhs e dischi in vinile, abbiamo retto con l’avvento di cd e dvd. Ma oggi con Netflix, Spotify ed i siti anche pirata sono pochissime le persone che preferiscono un oggetto da tenere in mano. E questo purtroppo vale anche per i libri e i giornaletti: si legge sempre meno».
Fumettomania è sempre stato anche un luogo di culto per i tifosi del Pisa, e non solo. «Tanti giocatori venivano a comprare i fumetti. Tex e Zagor, soprattutto. Armenise era un appassionato di Topolino, un altro aficionado del nostro negozio era Ferruccio Mariani; in tempi più recenti, Puggioni, che abitava a due passi, a volte veniva la sera, facevamo due chiacchiere e mi aiutava a chiudere...».
E c’era anche Romeo. «Ma non come cliente. Parcheggiava qui vicino l’auto quando veniva in banca, io gliela guardavo perché si poteva entrare ma non parcheggiare... e poi mi regalava spesso un gagliardetto o un pallone. Sono tifosissimo, le maglie del Pisa ci sono sempre state, oltre a quella di mio nipote Francesco Colombini ai tempi del Novara ». —
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