Il Tirreno

Pisa

Indignata per lo show consentito a chi accusa il mio compagno

Martina Benedetti

Martina Benedetti ha scritto a Mara Carfagna per criticare la presenza alla Camera di Pagliarone a un evento contro la violenza sulle donne 

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la lettera

Gentile Mara Carfagna (vice presidente della Camera, ndr) sono la compagna di Andrea Buscemi. Le scrivo perché ho assistito in differita all'evento da lei organizzato alla Camera dei Deputati in occasione della Giornata contro la violenza sulle Donne. Un'iniziativa lodevole, se non fosse che - in un contesto così importante e anche doloroso per la presenza di casi di terribile violenza - lei ha convocato, perché raccontasse la propria vicenda giudiziaria, la donna che nel 2009 ha accusato di stalking il mio attuale compagno.

Una vicenda che, dopo tre anni di processo a Pisa dove sono state approfondite tutte le contestazioni, ha visto assolvere l'imputato perché il fatto non costituisce reato. Successivamente è intervenuta la prescrizione, istituto giuridico contemplato dal nostro ordinamento. Nel processo di Pisa (di cui lei conoscerà bene i risvolti, dato che vi fu coinvolta come avvocato della querelante una sua stretta collaboratrice) sono emerse tutte le contraddizioni del caso, e soprattutto la credibilità della persona offesa: portatrice di un'accusa poco attendibile in Tribunale così come è risultata per me (e non solo per me) l'esposizione dei fatti raccontati durante l'evento alla Camera dei Deputati. Perciò, davvero non mi aspettavo da parte sua una presa di posizione tanto ingiusta e mistificatrice di una realtà che è completamente diversa da come è stata rappresentata. Non me l'aspettavo perché lei, per il ruolo istituzionale che ricopre, dovrebbe essere un garante dello stato di diritto in cui ci troviamo, che deve sempre rispettare gli esiti di un processo (anche se, come in questo caso, forse non piacciono). Lo show che ha concesso a una donna le cui accuse sono state smentite dal Tribunale di Pisa, oltre a rinverdire calunnie, è invece apparso come una sorta di processo al processo. Credo che, prima di esporre alla gogna mediatica una persona assolta in giudizio da un'accusa così grave, ponendola alla stregua di un assassino e di un criminale che ha sfigurato con l'acido la propria compagna, si dovrebbe riflettere con attenzione. Questo uso delle istituzioni mi ha indignata e sorpresa come cittadina.

Martina Benedetti

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