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Pisa

il ritratto 

Un chimico che non disdegna il ring del confronto

Un chimico che non disdegna il ring del confronto

Barone è meno istituzionale e più diretto rispetto ai suoi predecessori. Con il Comune un asse per piazza dei Cavalieri ma divisioni su tutto il resto

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PISA. Meno istituzionale e più ruspante rispetto ai suoi predecessori. Vincenzo Barone non disdegna il ring del confronto dialettico. In ambito locale come in quella nazionale. Non si sottrae all’arena del dibattito, anzi talvolta la va a cercare. Lo si vede girare per la città con il berretto di lana e maglioni girocollo, oltre l’impermeabile classico di Salvatore Settis ed i completi impeccabili di Fabio Beltram. Nato ad Ancona l’8 novembre 1952, Barone, dopo la laurea in Chimica (1976, summa cum laude), ha continuato la sua formazione presso le Università di Marsiglia, Grenoble, Parigi, Erlangen-Nurenberg, Montreal e Berkeley. Nel 1982 è diventato professore associato e nel 1994 professore ordinario di Chimica Fisica all’Università Federico II di Napoli. Dal 2008 è professore ordinario di Chimica Teorica e Computazionale alla Scuola Normale Superiore, dove il suo mandato da direttore, iniziato due anni fa, ha come scadenza il 22 settembre 2020.

«Promuovere le donne è impossibile», la polemica che ha lanciato a metà ottobre, alla vigilia dell’apertura dell’anno accademico, aprendo un dibattito che ha conquistano l’attenzione mediatica nazionale.

In città, il dialogo con la nuova amministrazione comunale è come se procedesse sulle montagne risse. Totale convergenza sulle iniziative di protezione e rispetto di piazza dei Cavalieri, dove ha sede la Scuola, dagli eccessi della movida. Mentre su altri fonti le polemiche si sono ripetute.

La prima, in modo curioso, in occasione dei test di ingresso alla Normale, nello scorso settembre, quando almeno un’ora della prova venne accompagnata dal rombo del raduno di Ferrari ed altri bolidi in piazza dei Cavalieri. «Bisognerebbe riscoprire - l’attacco di Barone - il significato del concetto di rispetto: per chi lavora e per quelle decine di ragazzi e ragazze che hanno passato l’estate a studiare in vista degli esami di ammissione alla Normale, molti dei quali lasceranno Pisa con un ricordo negativo, assordante».

Non da meno la polemica sull’Origins Bridge, il Ponte delle Origini che la Normale ha pensato sull’Arno, all’altezza delle Piagge, con sopra un’innovativa cittadella del sapere, tra aule, laboratori e spazi per convegni. Netta la bocciatura del progetto da parte del sindaco Conti, peraltro anche in questa occasione (come per lo sdoppiamento della Normale a Napoli) dal rettore Paolo Mancarella. «Una scelta - la replica della Scuola - che priva Pisa di un progetto tra i più innovativi a livello europeo. Ci rammarichiamo per la scarsa sensibilità istituzionale con cui è stata gestita la recessione da un percorso da prima condiviso». —

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