Il presidio
Natale, Calci accende l'albero con gli sfollati: «Finalmente la pace»
Il sindaco Ghimenti a margine della cerimonia mostra la lettera inviata a Mattarella: «Il Governo ci ignora, noi penalizzati rispetto ai genovesi»
CALCI. Un attimo di pace per dimenticare le case bruciate. Ieri, alle 18.30, davanti al Comune di Calci e a più di cento persone è stato acceso il grande albero ecologico che i bambini delle scuole hanno decorato con 400 palline di polistirolo, ognuna per quanti sono. Il sindaco Massimiliano Ghimenti, in occasione della cerimonia cui ha partecipato anche la vicesindaca Valentina Ricotta e la consigliera regionale del Pd Alessandra Nardini, ha voluto a sé tutti coloro che hanno perso la casa proprio a causa dell’incendio del Monte Serra. C’erano il giornalista dell’ospedale di Cisanello, Andrea Zanotto, Willy Schmitz e la moglie Satu Heinicke, oltre ad Atila Atessakan. Tutti residenti ai Ronchi e con l’abitazione divorata dal fuoco. «Se non fosse per gli operai e per i volontari, oggi saremmo ancora nella mota, come si dice a Calci», ha spiegato il primo cittadino.
L’albero, alto e maestoso, è finto ed ecologico. «Dopo l’incendio non potevamo certo piantarne uno vero, che poi a gennaio sarebbe stato da buttare – confida Ghimenti – ma questa scelta l’avevamo fatta anche l’anno scorso». Felici di esserci i cittadini che hanno perso la casa, che insieme agli altri sfollati hanno continuato la serata alla cena benefica al Pozzo di San Vito. «Meno male che c’è il Natale – racconta Schmitz – dato che significa pace per tutti. Le persone non ci hanno dimenticato, pensano sempre a noi».
Il sindaco Ghimenti, a margine della cerimonia, ha mostrato una lettera inviata pochi giorni fa al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che segue quelle mandate fra ottobre e novembre al premier Giuseppe Conte, ai suoi vice Matteo Salvini e Luigi Di Maio e al Dipartimento di protezione civile. «Mi trovo costretto a scriverle – si legge nel documento – per una questione che sta divenendo di rispetto del principio di leale collaborazione tra i diversi livelli istituzionali del Paese. Sta nascendo un conflitto istituzionale, sia nel metodo che nel merito, che pone le basi di un’inaccettabile penalizzazione per la popolazione del mio Comune».
Ghimenti si riferisce alle risorse stanziate dall’esecutivo per la ricostruzione delle case distrutte dal crollo del Ponte Morandi, a Genova. «Abbiamo appreso che in quel caso sono state stanziate anche le risorse necessarie alla ricostruzione delle case rese inagibili, oltre a quelle per la mobilia e altri indennizzi – scrive il primo cittadino – Concordiamo con il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, sulla decisione presa. Ma anche a Calci è accaduta una cosa analoga. Ci appelliamo a lei, signor Presidente – così si conclude la lettera – affinché possa richiamare Parlamento e Governo per la sicurezza del nostro territorio e per evitare l’ingiusta penalizzazione che sta subendo la comunità e chi, all’interno di essa, ha perso tutto nel tragico incendio».
Anche gli sfollati attaccano Roma. «Non ho mai creduto nel Governo, neanche per cinque minuti – commenta Atessakan – e se non fosse per gli amici, tutti noi saremmo persi». «Speriamo che ci sia ancora uno spiraglio – aggiunge Zanotto – perché finora l’unico interesse è stato quello del sindaco. Il monte è fatto di persone e non c’è distinzione fra parte agricola e montana, perché il Serra è fatto di persone. Da parte del nostro primo cittadino c’è stata anche molta umanità. La sentiamo viva». —
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