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La protezione civile: ecco perché abbiamo detto no ai soldi per il Monte Serra
Pisa, parla il responsabile Angelo Borrelli: "Lo stato di emergenza nazionale fu negato anche all'Abruzzo che calcolò 500 milioni di danni"
CALCI. "Sulla base della relazione che ci è pervenuta dalla Regione Toscana abbiamo rilevato sostanzialmente danni ai boschi e possibili rischi per dissesti idrogeologici e idraulici, ma non ci sono state quelle misure che in un'emergenza si devono mettere in campo, cioè azioni di soccorso straordinarie, assistenza alla popolazione".
Lo ha detto il capo della protezione civile Angelo Borrelli spiegando le ragioni del no al riconoscimento dello stato di emergenza nazionale per i danni provocati dall'incendio del Monte Serra, che ha distrutto una decina di case e 1.500 ettari di bosco e oliveti.
"Tra l'altro - ha sottolineato - la Regione aveva già stanziato 150 mila euro per far fronte alle esigenze immediate, quindi tenendo conto anche di quello che era avvenuto l'anno scorso, quando avevamo avuto complessivamente 162mila ettari di bosco andati in fumo, con 6-7 Regioni che avevano chiesto lo stato di emergenza, la sola Regione Abruzzo aveva quantificato danni per oltre 500 milioni di euro e non è stato dichiarato lo stato di emergenza. Abbiamo mantenuto la stessa linea".
"Nella nostra istruttoria tecnica - ha concluso Borrelli - dobbiamo tenere conto di un metro di giudizio che deve essere uniforme nel tempo e per questo abbiamo espresso valutazione negativa sulla richiesta della Toscana per Calci, sono per convinto che il modo di ristorare i danni per la decina di case andate distrutte ci potrà essere, anche perché tutti gli eventi non sono per forza nazionali di tipo C, esistono anche eventi locali, regionali, comunali o sovracomunali, quindi sono certo che la Regione Toscana, e ringrazio il presidente Enrico Rossi perché ha compreso lo spirito della nostra risposta, non farà mancare il proprio contributo per i cittadini".
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