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Camere di Commercio, stop all’accorpamento tra Pisa, Lucca e Massa
Il Consiglio di Stato ha accolto la sospensiva richiesta dall’ente apuano. Potrebbe essere la soluzione definitiva
Si ferma il progetto di costituzione della nuova Camera di Commercio della Toscana Nord Ovest, ente frutto dell’accorpamento delle Camere di Pisa, Lucca e Massa Carrara dopo il riordino partito sotto il governo Renzi. A bloccare il percorso ci ha pensato il Consiglio di Stato che, con un’ordinanza del 3 dicembre, ha accolto la richiesta di sospensiva dell’accorpamento avanzata dalla Camera di Commercio di Massa. Il Consiglio di Stato, richiamate le ordinanze emesse per gli analoghi ricorsi già giudicati nei mesi scorsi, ha confermato nei confronti delle tre Camere toscane la sospensione del decreto ministeriale 16 febbraio 2018 (a firma dell’allora ministro Carlo Calenda) che riavviava la riforma portando alla nascita del nuovo ente, mantenendo in questo modo invariata la situazione attuale di autonomia di Pisa, Lucca e Massa Carrara.
Tutto questo in attesa del giudizio del Tar (fissato per il 30 gennaio 2019) sulle varie questioni rilevate dalla Camera di Massa Carrara (e da altre Camere in Italia) tra cui la possibile illegittimità costituzionale di alcune norme della riforma ed in particolare sul rispetto della rappresentanza delle diverse basi associative nel nuovo ente.
Se non si tratta di un colpo forse decisivo al progetto di riordino e conseguente riduzione del numero delle Camere da 105 a 60, poco ci manca. I tempi infatti si allungano non poco in attesa delle sentenze, considerando anche che la Camera di Massa Carrara ha già annunciato l’intenzione di ricorrere al Consiglio di Stato nel caso che il giudizio del Tar sia favorevole agli accorpamenti.
Anche la politica sembra intenzionata a fare marcia indietro, accogliendo le proteste che si sono alzate dai territori in questi mesi. Esiste già un disegno di legge a firma del senatore versiliese Massimo Mallegni di Forza Italia e del collega Maurizio Gasparri per bloccare definitivamente il riordino. «Non si possono accorpare realtà economiche così distanti - spiega Mallegni -. Il ruolo delle Camere di Commercio è strategico per il territorio in cui operano: sono rimaste uno degli ultimi presidi di sostegno alle attività delle imprese. Il processo di riordino, voluto e sostenuto dal governo Renzi, ha generato solo caos». Va detto che la complessa procedura di costituzione del consiglio della nuova Camera Toscana Nord Ovest era stata già ben avviata dal commissario ad acta Cristina Martelli che aveva nel frattempo ricevuto 61 istanze da parte di 27 associazioni di categoria del nuovo territorio di riferimento; questo per 29.716 posizioni da controllare di cui quasi 2.000 da regolarizzare, 56 campionamenti per altre 1.500 posizioni su cui verificare dipendenti e quote associative. Un lavoro attento e faticoso per l’assegnazione dei 30 seggi del nuovo consiglio oltre ai tre che vanno a sindacati, consumatori e professionisti. —
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