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«Illuminiamo Pisa con i versi di Leopardi e il litorale con le strofe di D’Annunzio»
Primi sì all’idea del Tirreno di valorizzare le città con le frasi dei personaggi storici come ha fatto Bologna con Dalla
La proposta
Luci che illuminano la tradizione, la storia, l’identità di un territorio. Quello che Bologna è riuscita a fare con l’illuminazione natalizia fatta con le frasi delle canzoni di Lucio Dalla. Oltre ogni omologazione. E la Toscana, e Pisa? L’asse centrale della città è già illuminato, quest’anno anche grazie al maggior contributo del Comune. Ma l’idea di “esportare” l’iniziativa bolognese lanciata dal Tirreno attrae. Non ci sarà Dalla, ma una città come Pisa può spaziare, a livello di frasi celebri, nelle varie forme del sapere e dell’arte: da Galilei a Leopardi, da Fucini a D’Annunzio. «Estrapolare frasi per connotare e valorizzare la città è un’idea che in effetti mi era già balenata», rivela Paolo Pesciatini, assessore al commercio. «Non necessariamente legata - aggiunge - all’illuminazione natalizia, ma comunque come strumento, anche in altri contesti, per esaltare o riscoprire la nostra storia, quella di una Pisa apprezzata da grandi personaggi che hanno poi voluto cantarla in prosa e in poesia».
L’assessore associa nomi e luoghi. Ad esempio, Leopardi ed i lungarni: «L’aspetto di Pisa mi piace assai più di quel di Firenze», scrisse nel 1827 alla sorella Paolina. E poi Gabriele D’Annunzio che per piazza del Duomo coniò l’espressione “prato dei Miracoli” nel romanzo “Forse che sì forse che no” del 1910. Senza dimenticare, a proposito di D’Annunzio, l’Alcyone (1903) con “La tenzone”: «O Marina di Pisa, quando folgora il solleone!».
«Siamo disponibili a metterci da subito a lavoro per questo progetto in vista ormai del Natale 2019. Occorrerebbe un coordinamento della Regione, ma penso anche ad un coinvolgimento di sponsor o addirittura ad un crowdfunding aperto alla città. Una Pisa “diversa” durante le festività natalizie sarebbe un veicolo promozionale davvero importante. Ed i commercianti, come sempre, sono pronti a fare la loro parte». Confesercenti Toscana Nord, per voce del suo presidente area pisana Luigi Micheletti, raccoglie l’idea di "illuminare le parole" lanciata da Il Tirreno e condivisa dal consigliere regionale Antonio Mazzeo. «Il litorale potrebbe essere acceso con le frasi di D’Annunzio, i lungarni con quelle di Leopardi o di Renato Fucini, piazza dei Cavalieri con i riferimenti ad Antonio Pacinotti, per finire con Galileo». Micheletti sottolinea il ruolo dei commercianti nell’illuminazione natalizia. «Si sono sempre occupati delle luci contribuendo in prima persona e quest’anno il sindaco Conti ha stanziato una cifra importante, ampliando le zone illuminate compreso il litorale».
Sostiene l’idea anche il direttore di Confcommercio Provincia di Pisa, Federico Pieragnoli: «Abbiamo sempre più bisogno di pensieri e parole che illuminino le nostre città». E aggiunge: «Bologna è un bellissimo esempio, ma in tutta sincerità quest’anno a Pisa si è fatto un ottimo lavoro. Primo, perché non è scontato trovare un’amministrazione che si impegna ad investire migliaia di euro nell’illuminazione natalizia. Secondo, perché da un punto di vista scenografico l’effetto è decisamente suggestivo». Pieragnoli fa anche una proposta: «A Pisa non difettano certo i personaggi illustri le cui frasi potrebbero raccontarne l’identità e il fascino: penso al matematico pisano Leonardo Fibonacci oppure a Giacomo Leopardi, che a Pisa peraltro quasi due secoli autografò “A Silvia”. Oppure l’esperienza straordinaria di Guglielmo Marconi che fece del centro di Coltano una delle più potenti stazioni radio d’Europa». —
Francesco Loi
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