Italia
Massaggi hard, in tribunale sfilano i clienti in imbarazzo
Secondo l'accusa nel centro massaggi si faceva sesso a pagamento. Una decina chiamati a testimoniare contro la titolare imputata per sfruttamento della prostituzione
PISA. I vizi privati diventano pubbliche e non volute testimonianze. Sarà una sedia scomoda quella su cui saranno chiamati a sedersi i testi del pubblico ministero nel processo per sfruttamento della prostituzione a carico della titolare di un centro massaggi di Ponsacco. Maria Luisa Valdiserra, 53 anni, originaria di Pontedera, è accusata di aver lucrato sulle prestazioni delle ragazze che nei suoi locali sarebbero andate oltre la semplice cura del corpo. Massaggi hot, richieste sessuali più o meno esplicite con pagamenti extra, parte dei quali finivano nella cassa dell’attività gestita dall’imputata. È il contesto disegnato dalla Procura sulla base delle indagini dei poliziotti del commissariato.
Il pm Flavia Alemi ha chiesto di portare in aula dieci clienti del centro massaggi. Persone che sono state sentite nel corso degli accertamenti e che dovrebbero, nell’ipotesi dell’accusa, confermare i rapporti sessuali dietro compenso. I massaggi, insomma, erano un pretesto. La vera natura del centro, o almeno la particolarità che lo aveva messo in evidenza con il passaparola in certi ambienti maschili, sarebbe stata quella di sconfinare nell’hard. Una sorta di patto non scritto tipo chiedi, paga e ti sarà dato.
I clienti-testi, alcuni dei quali con mogli e familiari ancora ignari della ragione della testimonianza, dovranno chiarire cosa andavano a fare nei locali. Se davvero pagavano per fare sesso e se l’imputata, difesa dagli avvocati Andrea Di Giuliomaria e Alessandro Capone, prendeva soldi per quel commercio. Il collegio del Tribunale (presidente Salutini, a latere Iadaresta e Grieco) ha rinviato a maggio la sfilata dei clienti delle signorine a luci rosse.
All’epoca del sequestro del centro, Valdiserra, considerata la tenutaria del locale hard, venne denunciata per sfruttamento della prostituzione. Massaggi sì, ma anche incontri più intimi con l’offerta presentata al cliente al momento di sdraiarsi sul lettino. Si poteva arrivare fino a un certo punto. Poi, l’extra, aveva un costo a parte. E così gli agenti avevano messe sotto la lente l’attività commerciale. La fonte primaria della clientela erano i siti online. Annunci ad hoc con proposte più o meno esplicite.
Diverse erano le ragazze utilizzate per quest’attività, sia italiane che straniere. Ai poliziotti era bastato “agganciare” alcuni clienti del centro massaggi per capire il vero business. «Attraverso il controllo di alcuni clienti che uscivano dal palazzo si è avuta conferma dell’attività, con la scoperta anche del prezzo delle prestazioni, da 200 a 50 euro» spiegarono gli inquirenti al momento del sequestro. Un successo commerciale che se da un lato poteva essere positivo per le casse, dall’altro lo ha esposto al rischio di finire nei radar delle forze dell’ordine. I clienti, di diverse estrazioni sociali, arrivavano non soltanto dalla Valdera, ma anche da Pisa e dintorni. Ora quelle ore liete passate nel centro dovranno essere raccontate in un’aula di Tribunale.
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