Il Tirreno

Pisa

«Il servizio ai privati non è detto che poi faccia risparmiare»

D.B.

San Giuliano Terme, le opposizioni critiche sulla futura gestione dell’illuminazione 

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IL DIBATTITO

Opposizioni all’attacco a San Giuliano dopo l’acceso consiglio comunale in cui è stata rinviata l’approvazione della variante al piano triennale di investimenti all’interno della quale è inserito il progetto di passaggio della gestione dell’illuminazione pubblica e del riscaldamento degli edifici comunali ai privati. La maggioranza, proprio per la complessità dell’operazione, ha scelto di dare due settimane ulteriori di tempo al consiglio per analizzare le carte.

Scelta che però le opposizioni hanno visto come un segno di divisioni nella coalizione di maggioranza. Tra i primi a sollevare perplessità la consigliera Silvana Minucci (ex Cinque Stelle, passata ora al gruppo misto). «Il progetto per la gestione dell’illuminazione pubblica era già arrivato in consiglio il 18 ottobre scorso – spiega – per poi essere ritirato per la mancanza del parere dei revisori contabili. Nella riunione di venerdì scorso sia io che il consigliere Parducci avevamo chiesto una serie di risposte agli assessori Becuzzi e Guelfi visto che non ero rimasta soddisfatta del loro intervento di qualche giorno prima in commissione. Successivamente è arrivata la mozione della maggioranza per rimandare la discussione della delibera, cosa incredibile, presentata dalla stessa maggioranza». La consigliera comunale entra nel merito del progetto.

«Il presunto risparmio di 100.000 euro all’anno attraverso il canone da pagare al privato (rispetto a quanto speso attualmente da Geste) è tutto da vedere, visto che si tratta di un canone variabile. Poi va sottolineato che i revisori dei conti (con due pareri con la stessa data) chiedono un parere legale esterno da allegare al piano triennale che non c'era in consiglio comunale. Infine, la cosa più grave: nessun incontro è stato tenuto con i sindacati per il personale di Geste che attualmente svolge le mansioni che fanno parte del progetto di privatizzazione». Dura anche la posizione della lista “L’Altra San Giuliano”: «Il percorso di questa proposta di giunta non è stato sicuramente ben gestito all’interno della maggioranza che, a causa di diverse problematiche giuridiche (parere dei sindaci revisori condizionato all’avvocatura e un ricorso al Tar presentato da società concorrenti), ha vacillato sotto le continue richieste delle opposizioni di rinviare la pratica ad un consiglio successivo per consentire approfondimenti e verifiche quanto mai necessari. Abbiamo colto al balzo l’occasione del rinvio e la riapertura del confronto chiedendo, una volta in possesso di tutte le carte (anche se i quindici giorni promessi sono pochi), la convocazione dell’avvocatura del Comune per chiarire termini e soggetti coinvolti nel contenzioso. Ma soprattutto di Geste che sino ad oggi si è occupata del servizio. Il cruccio più grande è quello che, una volta privatizzato il servizio ed esternalizzate le lavorazioni, a farne le spese saranno proprio coloro che questo lavoro lo svolgono per conto del Comune. Sosteniamo le perplessità circa la convenienza ed opportunità del piano economico (teorico ad oggi) che ci lega per 25 anni ad una società che si prenderà dai sangiulianesi circa 20 milioni di euro». —

D.B.I

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