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Decine di nomi nel maxi giro di spaccio
Nelle 5mila pagine dell’inchiesta sulla bimba “schiava”, ci sono anche le intercettazioni sulla droga comprata dai genitori
Un’inchiesta collaterale con decine di nomi di chi compra e vende droga. Gli investigatori della Dda di Firenze sono incappati in un giro di spaccio quasi per caso.
Poco alla volta quel mondo si è aperto svelando generalità e sistemi di acquisizioni e smercio mentre i poliziotti si stavano occupando di tutt’altro, l’indagine sui rapporti tra una coppia di genitori di Pisa e un loro ex vicino di casa per atti sessuali con minorenne e riduzione in schiavitù.
È un’inchiesta chiusa per quei reati che in 5mila pagine di informative e intercettazioni telefoniche e ambientali riserva altri spunti ampliando l’orizzonte investigativo delle forze dell’ordine.
Epicentro di tutto è l’ambiente in cui vivevano i tre, soprattutto i genitori dei bimbi (tre della coppia tolti dal Tribunale e anche il più grande avuto dalla donna in una precedente relazione).
L’accusa, respinta da tutti gli indagati, è quella di aver utilizzato la bimba disabile come merce di scambio per ottenere cocaina dal 46enne pisano - già condannato in via definitiva per spaccio - che avrebbe abusato della piccola ceduta dai genitori.
Loro, mamma e papà sostengono che il vicino l’avrebbe stuprata nell’ottobre 2016 (è stato arrestato e da tempo è libero, ndr) e il Dna sul corpo della piccina dimostrerebbe i rapporti, così come le mutandine trovate al contrario dopo aver ripreso la figlia nell’appartamento dell’uomo che l’aveva chiamata in casa il pretesto di regalarle dei giocattoli.
Su queste contestazioni si aspetta la richiesta di rinvio a giudizio della Direzione distrettuale antimafia di Firenze, competente per quel tipo di reato.
Quello che è venuto fuori durante le indagini è un altro potenziale fronte per un procedimento penale.
Nell’intercettare i genitori, la polizia ha accumulato decine e decine di nomi di chi veniva contattato per acquistare droga. Conversazioni eloquenti su quantità, sostanze e pagamenti.
I genitori ammettono la tossicodipendenza e per questo sono in cura al Sert. Gran parte degli inconsapevoli intercettati sono pisani che avevano a che fare con i genitori, lui di 36 e lei di 26 anni, ora accusati di aver “venduto” la loro figlia in cambio di cocaina, ma anche di essere al centro di un esteso giro di spaccio. —
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