Il Tirreno

Pisa

Pisa, ancora minacce ai visitatori delle mura: "Non volevano che guardassimo verso la loro casa"

Pietro Barghigiani
Una visita sulle mura di Pisa
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Una visita sulle mura di Pisa

Un 'imprenditrice insultata dalla coppia già conosciuta dai gestori del camminamento. "Mi sono fermata con i miei genitori e quei due hanno iniziato a trattarci male"

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PISA. Non è un caso isolato. C’è almeno un altro precedente di minacce, senza l’uso di un’arma, contro alcuni turisti “colpevoli” di sostare sul camminamento all’altezza di una residenza con giardino finita al centro di un’indagine della Procura dopo la denuncia di una guida turistica. Una fermata che i proprietari della casa sottostante non gradiscono. E non si trattengono nel riferirlo a chi sta in quota e viene interrotto nella vista del panorama, con la Torre a fare da magico sfondo, dalla sequela di imprecazioni provenienti dal basso. Un’imprenditrice pisana, in compagnia dei genitori, ha subìto quasi lo stesso trattamento della comitiva di turisti contro la quale sarebbe stato puntato un fucile che poi i carabinieri hanno scoperto essere ad aria compressa al momento del sequestro. Ha letto “Il Tirreno” di ieri con la notizia della denuncia e ha voluto raccontare anche la sua esperienza. Coincide tutto, eccetto la presenza di un fucile per convincere i turisti a sloggiare da quel tratto di mura.

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«Quello che avete scritto domenica è successo anche a me – esordisce l’imprenditrice che chiede restare anonima –. Con i miei genitori ho comprato il biglietto per fare una passeggiata sul camminamento e quando siamo arrivati in un punto in cui secondo noi meritava fermarsi sono apparsi questi due». Sono marito e moglie e davanti alla loro casa c’è un ampio giardino, uno spazio verde attaccato alle storiche mura riaperte di recente al passaggio dei visitatori. «Ho sostato lì dai cinque ai sei secondi – riprende la donna –. Non dico per dire, era davvero una manciata di secondi. All’improvviso appaiono da sotto queste due persone, un uomo e una donna, che iniziano a offendermi in tutti i modi con accanto avevo i miei genitori. “Vai via, sparisci, vattene” mi urlavano. All’inizio non pensavo neanche che dicessero a me. La donna ha proseguito: “Non c’è nulla da vedere, vai via o chiamo i carabinieri”. E il marito a spiegare la sua concezione del camminamento: “Si chiama passeggiata perché vuol dire che non ci si può fermare”. Sono rimasta allibita. Quando ho fatto presente che tornando indietro saremmo ripassati, mi hanno risposto: “No, andate avanti c’è piazza del Duomo che è molto più bella, qui non c’è nulla da vedere”. E lui: «Mi avete rotto il c......i”. Una cosa davvero allucinante». L’imprenditrice al rientro dalla passeggiata con sosta condita da minacce e offese ha scritto ai gestori delle mura, un’associazione temporanea di imprese: «Mi hanno risposto che sapevano del problema e che non era la prima volta che ricevevano simili segnalazioni di cui era informato anche il Comune». —

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