Il Tirreno

Pisa

il museo continua a rinnovarsi 

Ecco la grotta dove viveva il pisano preistorico

Carlo Venturini
Ecco la grotta dove viveva il pisano preistorico

L’allestimento appena inaugurato ripercorre gli 80 anni di scavi su un sito dove c’è ancora molto da scoprire. In arrivo novità anche sulla biglietteria

3 MINUTI DI LETTURA







«La prossima settimana incontrerò il direttore del Polo museale della Toscana, Stefano Casciù per chiedere un percorso di unificazione delle biglietterie della Certosa di Calci con quella del Museo di storia naturale». Lo dice il professor Roberto Barbuti direttore di quest’ultimo museo, a margine della inaugurazione della ricostruzione della “Grotta del Leone” realizzata in collaborazione con il dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università e finanziato dalla Fondazione Pisa. Il museo della Certosa nonostante la sua straordinaria monumentalità artistica, storica e culturale, è di “salute cagionevole” nel senso che soffre di una carenza di personale ormai cronica che determina continue chiusure anche per malattie del personale. Inoltre ha cantieri continui che obbligano alla chiusura al pubblico di moltissime sale. «Visto che noi abbiamo un numero sufficienti di addetti – spiega Barbuti – potremmo procedere all’unificazione delle biglietterie almeno come passo iniziale».

Tornando invece alla giornata inaugurale della riproduzione della Grotta del Leone, questa non è stata altro che l’occasione per ripercorrere i circa 80 anni di scavi in quella “casa paleolitica” che si trova sulla strada che collega Asciano ad Agnano. Nella grotta le ricerche archeologiche dell’Università furono avviate da Ezio Tongiorgi, dal 1947 al 1950, e proseguite da Antonio Mario Radmilli dal 1970 al 1974. La famiglia Tongiorgi ha donato al museo due lanterne usate da Ezio negli scavi. Dal 2015 sono ripresi gli scavi a cura di Giovanna Radi. Nell’ambito di questa stagione di studi e di un rinnovato interesse da parte delle comunità locali è nato un progetto condiviso di valorizzazione della Grotta del Leone e della preistoria dell’uomo nel territorio pisano.

Il nuovo settore espositivo si sviluppa in due distinti ambienti. Nella prima sala è stata realizzata una suggestiva ricostruzione della Grotta del Leone di Agnano, all’interno della quale i visitatori potranno osservare un sito archeologico durante le fasi di scavo e toccare con mano alcuni modelli di fossili e di manufatti ritrovati negli strati. Nella seconda sala, allestita per la prima volta dalla professoressa Renata Grifoni Cremonesi nel 2007 con la mostra “Preistoria del Monte Pisano”, sono esposti i principali reperti rinvenuti a Grotta del Leone e in due altri siti dell’area pisana, il Riparo La Romita di Asciano e il sito di Dune di Poggio di Mezzo a S. Rossore. Accanto ai reperti archeologici i visitatori potranno osservare ricostruzioni sperimentali e conoscere la storia del territorio e delle ricerche attraverso un ricco apparato grafico ed una postazione multimediale. La grotta continua a rivelare le sue sorprese e Lucia Angeli responsabile dello scavo dice: «Di recente abbiamo rinvenuto nella grotta un focolare di epoca neolitica». Gli scavi riprenderanno a settembre e ci lavoreranno una decina di studenti sotto la supervisione di Angeli.

Le due sale espositive sono tra loro collegate da un corridoio di accesso nel quale sarà possibile ammirare un pannello con scene di vita preistorica, realizzato da Mauro Cutrona, uno dei principali paleoartisti italiani. Alla cerimonia di inaugurazione hanno presenziato anche Simone Farina dell’ateneo e Massimiliano Ghimenti sindaco di Calci. La riproduzione della grotta è stata curata dalla ditta di Capannoli, Naturaliter. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web