Il Tirreno

Pisa

Esperto di fisco chiamato in cattedra da Confcommercio, ma scatta la protesta

Pietro Barghigiani
Esperto di fisco chiamato in cattedra da Confcommercio, ma scatta la protesta

Invitato alla Leopolda sul tema “Tasse e imprese”. Insorgono i commercialisti: «Non fa parte dell’Ordine»

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PISA. Le tasse come catene. E lui, novello Houdini, maestro nel consigliare imprenditori e commercianti a liberarsi dal giogo forzoso di chi vuole imbrigliare chi fa impresa.. Si chiama Gianluca Massini Rosati e alle cronache è noto come escapologo fiscale. Aveva anche società alle Isole Vergini e finì nell’elenco dei Panama Papers. Un professionista che non è commercialista, ma fornisce le dritte giuste per non soccombere sotto i colpi del fisco.

Invitato dagli organizzatori, venerdì alle 17 sarà alla Leopolda in occasione della quattordicesima edizione del Premio Giovani Imprenditori di Confcommercio Provincia. Il tema è il suo pane quotidiano: “Tasse vs impresa - Pagare meno tasse per fare più impresa”. Una presenza che solo all’annuncio ha fatto saltare sulla sedia l’unione dei giovani dottori commercialisti ed esperti contabili della Toscana. Che contestano una figura che a loro dire offre scappatoie opinabili nei modi e nei contenuti.

L’escapologia, (da escape, fuggire in inglese, ndr) è l’arte del prestigiatore di sapersi liberare da costrizioni fisiche o ambientali. Per Massini Rosati il fisco è una gabbia. E lui è l’escapologo al servizio di chi vuole uscire dalle inferriate e versare meno tasse possibili

Solo che scorrendo la sua “bibbia” i firmatari del manifesto contro un’ attività ritenuta moralmente opinabile elencano i singolari consigli dell’escapologo. «Invita l’imprenditore a portare in deduzione le spese di accompagnamento/escort», ma anche suggerisce «all’imprenditore di spogliarsi di ogni bene, in quanto il soggetto nullatenente non ha niente da temere dal fisco». E infine, consiglia «all’imprenditore di spedire i libri sociali in Paesi “off-shore” a seguito della delocalizzazione della società e della nomina dell’amministratore ad una cosiddetta “testa di legno”». Scrivono i presidenti dei giovani commercialisti di tutta la Toscana: «Il nostro vuole essere un grido determinato in difesa dell’onorabilità del termine “commercialista”, ormai oggi usato ed abusato da chi non ne ha alcun titolo. Nell’era delle lauree su Facebook, il dottore commercialista ha l’onere di difendere il proprio percorso formativo, i titoli che ha conseguito e, non ultima, la cultura specifica sulle tematiche fiscali oggetto di continua formazione annuale obbligatoria». Pungolano Confcommercio per aver invitato l’escapologo e ce n’è anche per il sindaco Michele Conti che sarà in platea ad ascoltare uno che consiglia «di dedurre le spese per le escort». Così come l’appello viene lanciato pure al presidente della Camera di Commercio Walter Tamburini per sapere se ha piacere di vede «accostata la propria immagine a colui che consiglia all’imprenditore di spedire i libri sociali in paesi “off-shore”». Ieri è stata presentata l’iniziativa che inizierà alle 15. «Quello della tassazione alle imprese è un tema a noi molto caro e il nostro gruppo giovani porta alla luce un nervo scoperto” – ammette la presidente di ConfcommercioPisa Federica Grassini –. Le aziende soffrono moltissimo per l'eccessivo carico fiscale, che insieme alla burocrazia e alla mancanza di sicurezza determinano la chiusura di molte aziende». Circa la polemica dei giovani commercialisti contro un modello di “consigliere” che non appartiene a un ordine, ma ha un centro elaborazioni dati come tanti, il direttore Federico Pieragnoli al Tirreno spiega di voler rispondere con una nota ufficiale. —

 

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