Italia
Un caso alla settimana di stalking o violenza contro una donna
Oltre sessanta episodi seguiti dalla questura da gennaio Sverdigliozzi: «Aumenta la fiducia di chi denuncia»
PISA. Oltre un caso alla settimana. Almeno una volta ogni sette giorni una donna chiede aiuto perché è in balìa della violenza di un uomo, quasi sempre un marito o un compagno.
Nel 2018 (dati parziali) la questura si è occupata di 31 episodi di maltrattamenti in famiglia, 16 casi di violenza sessuale e 3 di stalking. E sugli atti persecutori sono state 11 le richieste di ammonimento.
Numeri diffusi in occasione della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” che in piazza Garibaldi ha visto schierato il camper della polizia con il capo della squadra mobile, vice questore aggiunto, Rita Sverdigliozzi e il vice commissario Sandra Orsini, insieme alle agenti della sezione che si occupa delle fasce deboli.
Un evento che coincide con l’iniziativa “Questo non è amore” alla quale ha preso parte anche la Casa della donna, presente con Giovanna Zitiello. Sono state consegnate brochure su come comportarsi prima che sia troppo tardi quando nelle relazioni la violenza inquina un rapporto all’apparenza sereno. Il pericolo si annida quasi sempre in famiglia. Chi è più vicino alla sua vittima, ne diventa il carnefice naturale. Bersaglio di gelosie malate, rancori fuori controllo che sfociano in rabbia fisica. Che fa male, non solo nel corpo. L'osservatorio è quello della questura.
Nel 2016 ci furono fascicoli per 30 maltrattamenti in famiglia, 10 violenze sessuali e 20 atti persecutori. Passando al 2017 i maltrattamenti di cui si è occupata la polizia sono state 29, con 11 episodi di stalking, 6 di lesioni e 29 tra violenze e atti sessuali.
Il camper in piazza Garibaldi è stato a disposizione di chi voleva essere informato su come muoversi sia in prima persona o per aiutare chi viene travolto dalla furia di un marito o un fidanzato violento.
«Quello che vogliamo far sapere - spiega il vice questore aggiunto Sverdigliozzi - è che le donne devono denunciare. Non devono preoccuparsi di venire in questura. Grazie a iniziativa come quella di oggi (ieri, ndr) abbiamo notato che le donne si sentono più rassicurate nel momento in cui vengono in questura a denunciare». —
Pietro Barghigiani
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