Italia
La furia del vento spostò il rogo per 10 km: fino a Montacchiello
Nel grande incendio del 1997 il fenomeno dei tizzoni volanti si limitò a circa 1.400 metri Ghimenti: «Chi ha perso tutto può contare solo sui privati»
CALCI. Un volo di dieci chilometri dalla Verruca a Montacchiello, lungo la via Emilia, dove si è sprigionato un altro incendio. A quasi due mesi dal terribile rogo che ha devastato il Monte Serra, dai dati della protezione civile di Calci emergono altri dettagli inquietanti di quella notte. Come il “viaggio” di un tizzone, sospinto dal fortissimo vento, che ha bruciato un campo di sterpaglia vicino all’area industriale di Montacchiello, subito spento dai vigili del fuoco.
Il fenomeno si chiama “spotting” e durante il rogo del 24 settembre è stato osservato in altri due casi: a Mezzana e Zambra, dove sono spuntati altri due focolai. In questo caso i voli sono stati rispettivamente di cinque e tre chilometri, tutt’altro che irrisori considerando che nell’incendio del ’97 il record fu di 1.400 metri, fra il crinale della Stipareccia e San Bernardo.
Numeri che danno l’idea del disastro, per questo il sindaco Massimiliano Ghimenti torna ad attaccare il Governo. «Dal giorno dopo lo spegnimento del rogo – commenta – stiamo cercando di attenuare il rischio frane. Parallelamente sono partite anche le raccolte fondi che per ora sono gli unici aiuti per i cittadini. Lo Stato finora ha dato zero e per noi non è stato facile da dirigere. Ben vengano iniziative come quella di Unicoop Firenze, che ringrazio. È la prima che guarda al futuro». «Speriamo che la stagione piovosa ci risparmi – aggiunge il primo cittadino di Vicopisano, Juri Taglioli – e l’emergenza continuerà almeno finché non spunterà la prima vegetazione. Inutile negarlo: siamo continuamente a rischio». —
S.T.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
