Il Tirreno

Pisa

LA PROTESTA CONTRO “L’IMPUTATO A VITA” 

Avvocati penalisti in sciopero saltano decine di processi

L’astensione durerà fino  a domani per contestare l’idea  del governo di bloccare  i termini della prescrizione  dopo il primo grado di giudizio

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PISA. Slittano decine di processi al Tribunale di Pisa, quelli con imputati non detenuti e che non sono prossimi alla prescrizioni, per effetto dell’astensione dalle udienza dei penalisti pisani. È una protesta nazionale iniziata martedì e andrà avanti anche oggi e domani.

Lo “sciopero” è stato proclamato per condannare la proposta del governo di bloccare i termini della prescrizione dopo il primo grado di giudizio.

«Si tratta di uno dei progetti del cosiddetto “governo del cambiamento” il quale, incurante della gerarchia delle fonti e dei principi fondamentali, si ammanta del populismo che esso stesso ha generato giungendo a una vera e propria abolizione della prescrizione - scrive il direttivo della Camera penale di Pisa –. Si intende assicurare all’elettore (e non è un errore scegliere di non chiamarlo cittadino) che nessun criminale rimarrà mai privo di pena. La verità è che si intende beffare costui, colui che venera la certezza della pena, che auspica la giustizia per la vittima e che pretende una risposta hic et nunc. Lo si truffa nella terminologia perché non si tratta di una semplice “sospensione” ma di una interruzione sine die che interviene, peraltro, dopo che la riforma Orlando ha già disposto lunghe sospensioni nella fase delle impugnazioni. Lo si beffeggia nascondendogli che la prescrizione matura, ( 70% dei casi), in fase di indagini preliminari quando l’avvocato e il suo assistito non hanno potere di compiere alcun atto. Lo si schernisce quando gli si cela che imputati e avvocati non possono fare mai niente per influire sul trascorrere del tempo. Lo si imbroglia quando gli si tace che il tempo è nelle mani dei pm nella fase delle indagini e dei giudicanti in quella del giudizio dove la prescrizione scorre mentre loro cambiano funzioni o vengono collocati fuori ruolo. Lo si deride quando gli si fa credere che abolire il giudizio abbreviato per i delitti puniti con l’ergastolo, recherà vantaggi: ogni Tribunale dovrà far operare più sezioni di Corte di Assise anche per delitti con imputato reo confesso con conseguente aumento dei costi e dei tempi del processo. Lo si inganna quando non si distingue tra sentenza di assoluzione e sentenza di condanna e si inventa la figura “dell’imputato a vita”. Lo si raggira quando gli si fa credere che il processo non risentirà negativamente del trascorrere del tempo perché non si evidenzia che i ricordi di tutti i testimoni (quelli del pm, della parte civile e dell’imputato) saranno svaniti. Sappia l’elettore che chi ha commesso un crimine, se non gli verrà mai offerta la possibilità di redimersi, probabilmente perseguirà sul binario dell’illegalità perché non avrà più nulla da perdere in quanto, come sosteneva Cesare Beccaria, fondamentale è la prontezza del castigo». Per i penalisti l’iniziativa sulla prescrizione del governo «è un colpo di mano autoritario e becero che intende ferire a morte il nostro ordinamento». —

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