Il Tirreno

Pisa

Il Tar ridà le armi al marito denunciato dalla ex convivente per maltrattamenti

Pietro Barghigiani
Il Tar ridà le armi al marito denunciato dalla ex convivente per maltrattamenti

Pisa, le accuse sono state archiviate e per i giudici l’uomo non ha minacciato o aggredito la mamma di suo figlio

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Non basta una denuncia della moglie nel corso della separazione litigiosa della coppia per procedere in automatico alla revoca del porto d’armi al marito. Serve, al contrario, una valutazione specifica sull’effettiva pericolosità dell’uomo e se davvero ha mostrato segni di squilibrio o di violenza tali da dover essere prevenuti togliendogli pistola o fucile. E, comunque, per quanto la fine di una relazione sia sempre fonte di contrasti personali, per i giudici è sempre necessario saper graduare la conflittualità delle parti.

Il Tar “accusa” la prefettura di aver travisato i fatti al momento di firmare il decreto di revoca del porto d’armi per un pisano alle prese con una separazione turbolenta, ma che non è mai degenerata in aggressioni fisiche contro la madre di suo figlio. E così l’uomo ha vinto il ricorso riottenendo il porto d’armi con la possibilità di continuare a tenere in casa fucile da caccia e munizioni.

È il settembre 2017 quando la prefettura gli intima di portare armi e munizioni ai carabinieri di San Piero a Grado. C’è una molla a scatenare l’iniziativa prefettizia anticipata dall’istruttoria della questura. La querela dell’ex convivente che lo accusa di maltrattamenti in famiglia «consistenti, nella specie, in vessazioni psicologiche». Il provvedimento viene motivato «con riferimento allo stato di tensione venutosi a creare riguardo alle condizioni di affidamento del loro figlio minore, oggetto di contenzioso civile a seguito di separazione della coppia».

A sua discolpa il cacciatore fa sapere che non ci sono denunce per maltrattamenti fisici, ma «asserite vessazioni psicologiche». Non solo. La denuncia della donna nel frattempo viene archiviata dal gip su richiesta della Procura «in quanto gli elementi acquisiti in sede di indagine non sono stati ritenuti idonei a sostenere l’accusa in giudizio». La pratica arriva al Tar.

Resta valida l’ipotesi secondo cui è legittimo togliere le armi in caso di liti familiari con lesioni e querele. Ma attenzione, «tale principio non può essere applicato meccanicamente e automaticamente a fronte di qualunque episodio di separazione. Ogni situazione presenta infatti una propria specificità e occorre quindi vagliare gli elementi di fatto presenti in ciascuna di esse».

Va capito e approfondito se chi dispone di un’arma possa utilizzarla per «effettive minacce o, addirittura, atti violenti e se sussiste effettivamente una situazione conflittuale tale da ingenerare ragionevoli dubbi sull’affidabilità dell’interessato nel corretto utilizzo delle armi. «Diversamente opinando, a fronte di qualunque separazione coniugale sarebbe necessario inibire l’uso delle armi poiché ogni separazione comporta inevitabilmente un certo grado di conflittualità – spiega il Tar –. Per evitare tale irragionevole risultato è allora necessario indagare nel concreto ciascuna situazione e verificare se, effettivamente, si sono verificati episodi di litigiosità accesa dai quali possa dedursi l’inaffidabilità dell’interessato nell’uso delle armi». Venendo al caso concreto a carico del pisano c’è solo la denuncia della ex convivente «per non meglio precisate violenze “psicologiche” e la denuncia, peraltro, è stata archiviata stante la sua manifesta infondatezza» chiosano i giudici amministrativi. Ha un fucile in casa, ma non si è mai distinto per minacce né atti di violenza, «pur a fronte di una situazione difficile caratterizzata dalla sottrazione del minore da parte della ex convivente, né risulta in atti una situazione conflittuale tale da ingenerare dubbi sulla sua affidabilità nel corretto uso delle armi».

Il Tar accoglie il ricorso del cacciatore e ribadisce che la litigiosità tra ex in guerra per l’affidamento del figlio di per sé non è un parametro per disarmare il coniuge se non ha dato segni di squilibrio o di potenziale violenza. 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web