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Il grido delle donne contro il ddl Pillon «Noi ci ribelliamo!»
PISAHa sfilato ieri per le vie del centro cittadino, mescolandosi agli stand e alle iniziative della Notte Blu, il corteo organizzato per dire no al disegno di legge 735 sulla riforma del diritto di...
PISA
Ha sfilato ieri per le vie del centro cittadino, mescolandosi agli stand e alle iniziative della Notte Blu, il corteo organizzato per dire no al disegno di legge 735 sulla riforma del diritto di famiglia promosso dal senatore leghista Simone Pillon. Sottoposto lo scorso 10 settembre alla commissione Giustizia in Senato, il ddl ha scatenato fin da subito l’autentica indignazione dei centri antiviolenza e delle associazioni a tutela delle donne. «Un balzo indietro di cinquant’anni», «una riforma che minaccia di fare terra bruciata di decenni di conquiste in termini di diritti civili e uguaglianza sostanziale», hanno sottolineato a più riprese collettivi femministi e la rete D.i.Re (Donne in Rete contro la violenza). Quiella di eiri a pIsa è stata una delle manifestazioni di protesta organizzate dai collettivi femministi a livello nazionale: una mobilitazione in tutte le piazze d’Italia al grido di «Noi ci ribelliamo!». Un grido condiviso dalla rete pisana Associazione Casa della Donna e NUdM (Non Una Di Meno). «Il ddl Pillon – ha detto la presidente della Casa della Donna Carla Pochini – intende erigere un baluardo a tutela dell’istituto matrimoniale e non del minore, ostacolando di fatto l’accesso alla separazione attraverso lo strumento paternalistico della mediazione familiare sempre a pagamento e sempre paradossalmente obbligatoria, anche in caso di separazione consensuale!». —
CARLOTTA LATTANZI
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