Isis, altre contestazioni contro i quattro tunisini
pisaIl deposito di centinaia di carte il giorno prima dell’udienza preliminare ha costretto i difensori dei quattro imputati a chiedere un rinvio per studiarsi le carte.È successo ieri mattina...
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Il deposito di centinaia di carte il giorno prima dell’udienza preliminare ha costretto i difensori dei quattro imputati a chiedere un rinvio per studiarsi le carte.
È successo ieri mattina davanti al gup del Tribunale di Torino dove gli avvocati Sara Baldini e Massimo Parenti hanno acquisito i sei dischetti con il materiale depositato dal pm che chiede di processare per terrorismo i tunisini Nafaa Afli, 26 anni; Bilel Mejri, 26 anni; Marwen Ben Saad, 30 anni; Bilel Tebini, 29 anni. Sono tutti in cella da mesi. E ieri mattina il collegamento nel corso dell’udienza è avvenuto in videoconferenza, anche dal carcere sardo dove i primi tre si trovano detenuti. L’udienza è stata rinviata a metà dicembre.
L’accusa è di associazione finalizzata al terrorismo internazionale nell’ambito dell’operazione Taliban condotta dai carabinieri del Ros di Torino. Tre dei quattro imputati vivevano a Pisa prima di essere arrestati e trasferiti in Sardegna in condizioni di massimo isolamento. Una misura cautelare adottata per soggetti considerati pericolosi solo per quello che predicavano sui social.
Non ci sono azioni concrete contestate ai quattro. È il fervore con cui apprezzavano i guerriglieri Isis e odiavano gli occidentali ad aver indotto gli inquirenti a chiedere e ottenere gli arresti. La tegola giudiziaria per la propaganda a favore del terrorismo islamico arrivò dopo che Mejri, Ben Saad e Afli avevano avuto modo di mettersi in evidenza con lo spaccio nelle aree della movida pisana. Piazza delle Vettovaglie come luogo di “lavoro” per mantenersi in città in appartamenti presi in affitto tra centro e Cisanello. —
P.B.
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