Il Tirreno

Pisa

il caso di firenze 

E Nardella multa fino a 500 euro chi mangia i panini nel centro storico

Stefano Taglione

Il provvedimento è valido in quattro strade della città mentre in passato il sindaco fece spruzzare acqua sui sagrati sempre in nome del decoro

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PISA

Non solo Lega. Le ordinanze anti-bivacco, oggi come in passato, sono state sperimentate anche dai Comuni di centrosinistra. Un esempio? Firenze, con il sindaco del Pd Dario Nardella. Era il 31 maggio del 2017, un anno e mezzo fa, quando l’inquilino di Palazzo Vecchio dispose che gli operai dell’azienda dei rifiuti spruzzassero l’acqua sui sagrati delle chiese. «Passeremo a pranzo sia sulle gradinate delle chiese che sui marciapiedi delle strade dove ci sono più alimentari per bagnare e pulire i marciapiedi – disse Nardella – se il turista vorrà sedersi si bagnerà, anche se forse avremo qualche turista in meno a bivaccare sui marciapiedi».

Da qualche settimana, invece, sempre in alcune aree del capoluogo toscano è vietato fermarsi a mangiare sul marciapiede alle ore dei pasti. Lo prevede un’ordinanza valida fino all’Epifania, che riguarda quattro strade del centro: via de’ Neri, il piazzale degli Uffizi, piazza del Grano e via della Ninna. Qui – fra le 12 e le 15 e fra le 18 e le 22 – non si può consumare alimenti soffermandosi e trattenendosi, anche singolarmente, sui marciapiedi, sulle soglie dei negozi o delle abitazioni e sulle carreggiate. La violazione del provvedimento è punita con una sanzione amministrativa da 150 a 500 euro.

Ordinanze anti-bivacco anche a Venezia, dove è proibito sedersi, al di fuori degli spazi specificatamente individuati, in piazza San Marco, lungo i portici e i gradini delle Procuratie Nuove, dell’Ala napoleonica e della Libreria Sansoviniana, nella Piazzetta dei Leoncini, lungo il Porticato di Palazzo Ducale, nella Piazzetta San Marco e sul molo. «È proibito comunque sostare per consumare cibi o bevande – si legge sul sito del Comune di Venezia – a esclusione delle aree in concessione ai pubblici esercizi, nelle aree di ristoro specificamente individuate, ovvero gettare o abbandonare sul suolo pubblico carte, barattoli, bottiglie e qualsiasi tipo di rifiuto solido o liquido e intralciare la circolazione sostando su ponti e calli». La multa, in questi casi, sale fino a 200 euro.

Con un’ordinanza del 2009 anche la polizia municipale di Capri vietò a tutti di «sedersi (per terra) nelle piazze e strade del centro abitato di Capri», pena una sanzione che oscilla dai 25 ai 500 euro. —



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