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economia e ambiente 

Mucche, cavalli e coltivazioni Il Parco “rilancia” la sua fattoria

Carlo Venturini
Mucche, cavalli e coltivazioni Il Parco “rilancia” la sua fattoria

Nuovi investimenti dell’ente sull’azienda agricola grazie ai conti risanati Prosegue l’attività di cattura e abbattimento di daini e cinghiali

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«Con il bilancio risanato ora possiamo ripartire con gli investimenti». Lo dice il presidente dell’Ente Parco di San Rossore Giovanni Maffei Cardellini che basa il piano triennale agro-zootecnico non solo sull “equilibrio di bilancio” ma anche su quello con le tante anime del Parco. Ripartire con gli investimenti lo si è già fatto al Parco, visto che con Cardellini sono state riparate le principali macchine agricole, sono state fatte recinzioni per proteggere i pascoli, sono riprese le aste dei bovini allevati nel Parco (con 100mila euro di incasso), si è dato seguito ad un serio programma di cattura ed abbattimento di daini e cinghiali, e riduzione dei bovini per garantire loro più salubrità. E poi, si è puntato a fare del Parco un modello, un punto di riferimento di azienda agricola biologica.

Per quanto attiene alla cattura ed abbattimento, da giugno sono stati 755 i cinghiali catturati o abbattuti. Ben 602 i daini abbattuti. «Secondo i calcoli del prof. Marco Apollonio dell’Università di Sassari, i daini da abbattere o catturare sono circa 2500 in quanto sono dannosi per le specie arboree ed il bosco» dice Cardellini. I cinghiali invece danneggiano le coltivazioni. «Percorrono fino a 50 km per venire a nutrirsi da noi. Scendono dai monti e colline circostanti. Sono difficili da controllare qui e nel resto d’Italia» ha continuato Cardellini. Altro obiettivo traguardato dal Parco è stato quello della riduzione del numero di capi: da un totale di circa 300 capi tra bovini (240) e equini (60), si è passati nel giro di 6 mesi ad avere circa 180 capi, 150 bovini e 30 equini. La produzione dei fieni è aumentata di circa il 50%, passando da circa 2.200 quintali del 2017 ai circa 3.300 del 2018. In questo caso è da sottolineare un aumento anche qualitativo e non solo quantitativo dei foraggi, consentendo di alimentare esclusivamente con erba tutti i capi aziendali. È in via di ultimazione la struttura di cattura per la razza maremmana, senza la quale risulta difficile e rischioso svolgere le operazioni routinarie e straordinarie di cura degli animali. Interventi importanti sulle recinzioni sono in cantiere al Marmo e alle Piagge, tra Cascine Nuove e il Boschetto, grazie ai finanziamenti regionali derivanti dal Pit. Cardellini tiene particolarmente all’agricoltura sociale, quella serie di attività che fanno leva sulle risorse delle piante e degli animali e sulla presenza di piccoli gruppi di persone che operano in realtà agricole, per promuovere azioni d’inserimento socio-terapeutico e d’inclusione lavorativa. Nel prossimo triennio verranno implementate le convenzioni con enti di ricerca per la salvaguardia dei genomi di razze in via d’estinzione come quelle già maturate con l’ateneo di Sassari e l’Università di Pisa. —

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