Rapinato e massacrato di botte a 94 anni mentre moglie e badante sono in terrazza
Pisa: terrore all'ora di cena. Rubati soldi e diecimila euro in gioielli. Il racconto di Enzo: «Mi hanno trascinato per terra tentando di spezzarmi le mani»
PISA. Lo hanno picchiato e rapinato in camera da letto mentre la moglie disabile e la badante erano in terrazza. Poi gli hanno tappato la bocca con un guanto e preso tutti i soldi, oltre a oro e gioielli per un valore complessivo di circa diecimila euro. Terrore in via Girolamo Caruso, non lontano dalla stazione ferroviaria di San Rossore, dove un anziano di 94 anni giovedì 27 settembre dopo cena è stato massacrato di botte da due banditi, entrati dalla finestra del bagno e acquattatisi in casa in attesa di avere campo libero.
All’interno dell’appartamento al primo piano dell’edificio c’erano Enzo Bertolani, Carla Bedini (84 anni e costretta in carrozzina) e la badante Mariana Tabagari, di 41. L’unica vittima del pestaggio è il 94enne, uscito dal pronto soccorso di Cisanello con 10 giorni di prognosi e le braccia nere dai lividi. «Mi hanno accecato gli occhi con due torce – racconta l’anziano – poi mi hanno tirato quattro pugni in testa e infilato un guanto col ferro dentro in bocca. Non riuscivo a urlare e non respiravo più. Poi mi hanno quasi tagliato le mani, tanto che sono pieno di ematomi. Se fossi stato ancora giovane li avrei levati dal mondo».
La rapina è avvenuta alle 20.45 di giovedì 27, anche se i banditi in casa erano entrati un quarto d’ora prima. I coniugi, infatti, stavano festeggiando la laurea in medicina della nipote, premiata il giorno stesso col 110 e lode dall’Università di Pisa. Poi, quando se ne è andata, hanno iniziato a mangiare. «È a quel punto che ho visto delle ombre sospette – racconta la badante – entrando in tutte le stanze per capire da dove venissero. Non ho trovato nessuno. Ho acceso luci, spalancato porte, anche le finestre. Si erano nascosti. È gente violenta, arrogante e capace di tutto». Rientrato l’allarme, ma purtroppo solo in apparenza, Mariana e Carla si spostano sul terrazzo del salotto. Enzo, invece, reggendosi con il bastone si avvia da solo verso la camera da letto. Ha sonno, vuole dormire. Non sa che sprofonderà in un incubo reale quanto violento. «Io sono rimasta sulla soglia del balcone – ricorda Carla – mentre Mariana era fuori. Abbiamo sentito un mugolo. Pensavamo che fossero degli studenti in qualche casa più avanti. Solitamente fanno confusione».
Invece era Enzo, braccato dai malviventi che lo stavano soffocando. Cercava di chiedere aiuto. Aveva paura di morire.
«Ho cercato di colpirli con il bastone – spiega – ma mi sono ritrovato per terra. Se avessi avuto una pistola li avrei ammazzati». In dieci minuti i banditi – che indossavano il passamontagna, non hanno mai parlato ed erano alti e robusti – si sono presi il cellulare e i pochi euro che la badante custodiva in un borsello, il portafogli che Bertolani aveva in tasca con dentro 150 euro e, buttando all’aria tutti i cassetti, svariati monili per un valore di diecimila euro: un anello di brillanti, due catenine e due collane d’oro e altri monili. Mentre Enzo si dimenava in una pozza di sangue. «Avevo delle ferite in testa», racconta mentre ancora sotto choc fa colazione con le mani fasciate e nere dalle botte dei criminali.
Carla – che amorevolmente lo rincuora dicendogli «Tesoro non potevi fare niente, stai tranquillo» – ricorda di una telefonata sospetta avvenuta martedì mattina. Secondo lei è stata la prima mossa dei ladri. «Ha chiamato una donna – dice – chiedendo se poteva venire in casa per promuovere l’ospedale di Siena. Era chiaramente una scusa: voleva capire se in casa c’erano degli anziani. Ed evidentemente se ne è resa conto».
I carabinieri, arrivati dopo la chiamata della badante, hanno già preso il numero. Si indaga a tutto campo. Mentre da Enzo e Carla c’è la processione dei parenti. «Nonno, ma che hai fatto?», gli sussurra la nipote abbracciandolo forte. Con tutto l’amore del mondo. Quello che Enzo e Carla meritano. —
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