Il presidio
Valenti finisce ancora una volta tra i bersagli preferiti dai ladri
Colpo di notte nel negozio “Gallo Abbigliamento”, l’ultimo arrivato nella catena L’imprenditore: «Non capisco come non si riesca a fermare gente del genere»
PISA
È uno degli ultimi arrivi in casa Valenti. Un anno di tranquillità interrotto ieri con il “tradizionale” battesimo dei furti, sorte già toccata in centro agli altri punti vendita dell’imprenditore Massimo Valenti.
Nel cuore cittadino dello shopping il negozio Gallo Abbigliamento in Borgo Stretto 36 ieri ha ricevuto la visita di un ladro. Non un genio del crimine. È stato sufficiente scassinare la porta e arraffare quello che si trovava all’interno. Nulla di straordinario come spessore delinquenziale, ma proprio per questo ancora più irritante per chi subisce simili intrusioni.
A Milano per lavoro l’imprenditore Massimo Valenti è stato informato del furto di alcuni capi di abbigliamento per un valore di alcune migliaia di euro. Lo sdegno del commerciante è pari all’impotenza di fronte all’ennesima violazione di una proprietà. E in passato sono stati diversi i furti subìti dai negozi Valenti con bottini anche di 25mila euro, fatti di scarpe e borse di pregio.
«Non sono in città, ma mi hanno avvertito del furto – spiega al Tirreno Valenti –. Con l’esperienza di questi anni posso dire che sistematicamente a Pisa c’è qualche s.....o che fa il giro più di un negozio o attività commerciale. Oltre al Gallo hanno cercato di aprire il negozio davanti e hanno provato a entrare anche in un ristorante vicino. Ormai è una cosa ciclica. Sembra quasi la sequenza di un maniaco. Fa sei, sette negozi a volta. Mi domando: è mai possibile che le forze dell’ordine non riescano a prendere un ladro che ruba in pieno centro storico?»
Difficile stabilire l’orario dell’irruzione. L’allarme, collegato a un istituto vigilanza privata, non è scattato.
«Ci sono le telecamere e speriamo che possano essere utili – prosegue Valenti –. Il ladro è entrato dalla porta principale che affaccia su Borgo Stretto. Dall’istituto di vigilanza ci hanno riferito che non risultano avvisi di disattivazione. Di sicuro non l’antifurto non è scattato. Secondo me ha usato un piccolo trapano per forzare la serratura». La refurtiva - nel fondo cassa non c’era niente - va da diverse paia di calzini a maglioni e qualche giacca. Capi d’abbigliamento di pregio per un valore che non raggiunge i precedenti raid ai danni dei negozi della catena che schiera in centro i suoi punti vendita.
«Il negozio è nuovo – conclude il titolare –. E da un anno a questa parte non era stato ancora toccato. Delle altre vetrine non ne parliamo. In questi anni mi hanno rubato di tutto e di più».
E sempre sul fronte sicurezza in via Fiorentina è stato denunciato il furto in casa di mille euro che sarebbero stati sfilati dalle tasche dei pantaloni di alcuni studenti universitari. —
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