Il Tirreno

Pisa

Inferno Monte Serra
Uliveto Terme 

Stop alla produzione anche nello stabilimento dell’Uliveto

S. C.
Stop alla produzione anche nello stabilimento dell’Uliveto

L’azienda parla  di un provvedimento  precauzionale, tanta la paura per le fiamme e la densa nube di fumo

2 MINUTI DI LETTURA





ULIVETO TERME

Anche il Borgo di Noce si è trovato sotto l’assedio del fuoco. Il piccolo paese, con un’antica villa, si trova proprio sotto al monte della Verruca che già di prima mattina era avvolta nelle fiamme e sotto una densa nube di fumo nero che metteva paura a chilometri di distanza. Dopo che i cittadini di Caprona erano stati evacuati, l’altra preoccupazione imminente era Noce con le sue bellezze storiche e agricole, boschi e vigneti.

Se per le aziende della piana industriale di Noce il fuoco e il fumo sono stati una minaccia, le attività poi, passata la prima fase della giornata, sono andate avanti. Lo stabilimento dove viene imbottigliata l’acqua di Uliveto Terme – la sorgente si trova nell’area che è stata interessata dall’incendio – è stato chiuso per precauzione e salvaguardare il prodotto. «È stata fermata la produzione – spiegano dall’azienda – e il personale del reparto produttivo è tornato a casa». Per alcuni dipendenti, quella di avere un giorno di stop lavorativo, è stata una vera necessità: molti infatti abitano nella zona. «Si è trattato – l’azienda ci tiene a ribadirlo – di una precauzione, a garanzia del consumatore e soprattutto per evitare problemi igienici». Da oggi, dopo gli opportuni controlli, e se il versante del monte di Noce riuscirà ad essere messo in sicurezza, la produzione potrebbe riprendere.

Ieri sera sul Lungomente di Vicopisano si sono sviluppati nuovi focolai, poi controllati per tutta la notte dai volontari dell’anticendio e dai vigili del fuoco. –

S. C.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera