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«La notte in lotta con le fiamme per salvare più di un milione di api»
Claudio Fuco ha combattuto per tutta la notte da solo «Ci sono immobili distrutti ma gli animali uccisi e i danni alla natura sono gravissimi»
CALCI
Ha lottato tutta la notte per difendere un fazzoletto di terra alle porte del centro abitato di Calci. In quei terreni alle pendici del monte Serra, Claudio Fuco aveva tutta la sua vita. Vent’anni di lavoro e un milione e mezzo di api da salvare dal fuoco e dal fumo.
«Abito vicino al terreno dove ci sono le mie trenta arnie – racconta l’apicoltore titolare del Miele delle Fonti –. Già poco prima della mezzanotte di lunedì la visibilità era ridotta e il fumo rendeva l’aria irrespirabile. Quindi sono corso nel terreno, in non più di 100 metri quadrati, mi sono messo un giacchetto anche per proteggermi dal calore e ho iniziato a “pestare” il fuoco e le fiamme che si avvicinavano».
Fronte del fuoco, però, che si muove e avvicina sempre più rapidamente. «Il grecale era fortissimo, le fiamme facevano veri e propri salti di cento metri ogni volta – spiega ancora l’apicoltore –. Non c’erano ancora i mezzi di soccorsi e ho evitato di fermare i pochi che passavano per lasciarli a interventi più importanti a sostegno delle popolazioni».
Claudio Fuco usa l’acqua, prende delle frasche verdi e le usa per soffocare l’ossigeno alle fiamme. «Il monte era secco e dopo il grosso incendio di due settimane fa c’era molta paura in zona – racconta l’apicoltore pisano –. Ho lavorato praticamente tutta la notte per evitare che le api morissero per il troppo calore o soffocate dal fumo».
Un’impresa durissima, immortalata da uno scatto del fotografo Gianluca Parsi che posta l’immagine di Fuco su Facebook. «Quest’uomo ha lottato da solo tutta la notte per difendere il suo terreno e le sue api». Scrive Parsi. Immagini che diventa virale.
Tra i tanti simboli dell’inferno sul monte Serra quella di una vera e propria strage di animali. «Nonostante tutto il lavoro di ore credo siano morte 100mila api, probabilmente asfissiate – spiega ancora Fuco –. Con loro tassi, istrici, cinghiali e tantissimi altri animali sono sicuramente morti, conosco bene i boschi del monte Serra. Sono andati distrutti anche alberi secolari, in particolare nella zona di calci molti castagni. Una vera catastrofe, ci vorranno vent’anni per tornare a una situazione di normalità. Anzi, forse è una ferita che non riusciremo mai a far rimarginare».
In redazione, poi, sono arrivate molte segnalazioni di persone che offrono rifugio a persone e animali. Come nel caso di Martina Mariotti. «Io abito a Stabbia, frazione del Comune di Cerreto Guidi e ho una casa da poter offrire agli sfollati – spiega la donna –. Ci sono tre camere da letto e una cucina a disposizione. Sempre lì ho un ettaro di terreno dove ci sono tre cavalli. Quindi chiunque avesse bisogno ho spazio per animali, anche di grossa stazza». Martina Mariotti può essere contattata al numero 3487373768. —
ALESSANDRO BIENTINESI
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