«Salvatore era una persona educata e rispettosa degli altri»
Non era sposato e non aveva figli, il vigile del fuoco deceduto Dopo aver abitato a San Giuliano viveva con il padre a Pisa Partecipò a una missione in Iran
pisa
Una grande passione per le moto. E sulle due ruote che tanto amava ieri pomeriggio Salvatore Candigliota ha trovato la morte. Un destino tragico per il 52enne residente a Pisa che da 28 anni era in servizio come vigile del fuoco nella sede centrale di Pisa.
Dopo un periodo iniziale all’aeroporto Galilei, Candigliota era stato trasferito nella caserma di via Matteotti dove lavorava come autista.
Dopo aver vissuto a San Giuliano Terme, il vigile del fuoco era andato ad abitare con il padre Giuseppe in un condominio di via Matteucci a neanche un km di distanza dal luogo di lavoro. Non era sposato e non aveva figli. La notizia della sua morte ha lasciato senza parole i colleghi della sede centrale. Il passaparola ha avuto l’effetto di un pugno da ko che ha piegato quanti, nel corso della giornata, hanno saputo dell’incidente in cui ha perso la vita l’amico e il compagno di lavoro. Un dolore difficile da metabolizzare. Era un tipo riservato che pensava a fare bene il proprio mestiere, Salvatore Candigliota. Aveva partecipato ad almeno tre missioni all’estero.
Nel dicembre 2003 era stato con altri colleghi pisani in Iran devastato dal terremoto. La loro zona assegnata era quella di Bam. Qualche mese dopo il rientro a Pisa, la squadra che aveva prestato soccorso in Iran ricevette un riconoscimento dal console iraniano nel corso di una cerimonia nella sala delle Baleari.
«Sì, era taciturno, ma sapeva stare in compagnia se trovava la persona giusta con cui aprirsi – è il ricordo di un collega ora in pensione –. Di sicuro Salvatore non era una persona invadente. Era educato e rispettoso degli altri». —
P.B.
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