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Porto, summit con i francesi e il Tribunale concede tempo
Entrano nella parte decisiva le trattative con il gruppo interessato a rilevare la Boccadarno. I transalpini sono specializzati nella costruzione di villaggi
PISA
La stretta finale. Mai come in questo momento la Boccadarno Porto di Pisa Spa è vicina al passaggio di proprietà. Indiscrezioni danno per imminente un incontro, probabilmente quello decisivo, per arrivare alla formalizzazione dell’offerta di acquisto dopo la manifestazione d’interesse già presentata da parte di un gruppo francese.
Un segnale in questa direzione arriva dal fatto che il giudice, vista l’imminenza della data, ha disposto la sospensione delle operazioni di voto del concordato assegnando un termine più ampio proprio per presentare la proposta ricevuta o anche altre eventuali che dovessero affacciarsi in extremis. Il tutto sotto l’occhio sempre più attento dei creditori, nella quasi totalità gli istituti di credito coinvolti nell’operazione. L’esposizione supera i cento milioni di euro.
È comunque confermata l’accelerazione del gruppo francese, che nelle scorse settimane hanno fatto più di un sopralluogo a Marina. A tenere i contatti è l’amministratore della società del porto, Simone Tempesti. I francesi hanno ribadito l’interesse per il 100% dell’operazione Boccadarno: la parte privata delle strutture portuali, la parte pubblica dei terreni edificabili. Anzi, il gruppo transalpino sarebbe già attivo proprio nella realizzazione di villaggi associati a porti turistici, come nel caso di Marina di Pisa. Quella immobiliare è la parte preponderante del progetto di Boccadarno, che sin dalle origini prevedeva di connettere la riqualificazione dell’area con la costruzione di alloggi nell’area circostante.
Questa possibile svolta arriva dopo una stagione positiva per il porto. «Migliore rispetto a quelle precedenti, soprattutto nel periodo aprile-giugno e questo mese di settembre», conferma Tempesti ipotizzando un più 15% a fine anno come occupazione di posti barca. La spinta arriva in particolare dagli stranieri «che trovano un’utile sponda strategia nell’aeroporto Galilei».
Ulteriori flussi sono rappresentanti, nel mercato interni, dalla ricollocazione in alcuni casi a Boccadarno per barche provenienti da Viareggio. Mentre un aspetto incoraggiante è quello mostrato dalla banchina dedicata alle imbarcazioni sui 20 metri «che per tre anni era rimasta semideserta», fa notare Tempesti.
Ora il porto di Boccadarno avrebbe bisogno di rifarsi un po’ il look con alcuni lavori di riqualificazione. «L’ingresso di qualche risorsa economica - conferma Tempesti - permetterà di intervenire durante la stagione autunnale». —
FRANCESCO LOI
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