Riapre la Sapienza dopo 6 anni e torna a vivere un pezzo di città
Ieri primo giorno di lezione per gli studenti di Giurisprudenza, e di affari per le attività della zona
PISA
Calpestando il basalto che ricopre il chiostro della Sapienza, probabilmente la maggior parte degli studenti non ha avvertito il “peso” della storica giornata. Ipnotizzati dalla nuova “veste” dello storico edificio universitario, che con il bianco candido delle facciate interne irradia di luce naturale tutti gli spazi, e affascinati dai reperti del passato e dalle infografiche che attraverso una sorta di percorso storico-culturale conducono alle aule, per la prima volta dal lontano 2012 centinaia tra studenti e docenti hanno rivitalizzato la “casa” dell’Ateneo, riaperta al popolo universitario dopo oltre sei anni di chiusura.
Era il maggio 2012 e i portoni della Sapienza furono sbarrati a seguito del terremoto che colpì duramente l’Emilia, mettendo in luce la vulnerabilità dell’edificio. Tra selfie e foto ricordo per quello che per molti è stato soprattutto il primo giorno della carriera universitaria, gli studenti hanno “occupato” sei aule al pian terreno (che possono ospitare al massimo 50 studenti ciascuno), le uniche per il momento messe a disposizione del dipartimento di Giurisprudenza. Aule, alla cui storicità si sono aggiunte nuove dotazioni tecnologiche (in particolare rete internet e sistema di proiezione audio-video), che da ieri sono aperte a corsi ed esami, mentre dal prossimo mese ospiteranno anche le sessioni di laurea.
«Una grandissima emozione, che riporta alla mente quei giorni di sei anni fa, quando, improvvisamente, abbiamo dovuto sgomberare in modo repentino quella che era la nostra storia - sottolinea la professoressa Emanuela Navarretta, direttore del dipartimento di Giurisprudenza -. In questi anni ci siamo sentiti in esilio, anche se l’Ateneo non ha mai fatto mancare il suo sostegno. Oggi (ieri per chi legge, ndr) è un nuovo inizio».
I lavori per la “rinascita” della Sapienza sono stati finanziati con 12 milioni di euro messi a disposizione dall’Ateneo. A questi si sono aggiunti altri tre finanziati dalla Fondazione Pisa e dalla Regione Toscana. Gli interventi di consolidamento della struttura erano cominciati nel dicembre 2015. Dopo l’aggiudicazione dell’intervento per circa 7,3 milioni di euro si sono rese necessarie due varianti in corso d’opera che hanno portato ad un notevole incremento della spesa. Oltre al consolidamento strutturale, sono state realizzate una nuova scala (all’angolo tra via Curtatone e Montanara e piazza Dante) a servizio di tutti i piani, con sostituzione dell’ascensore, e le strutture antincendio.
Dentro l’immobile è stata mantenuta la suddivisione tra Università e Biblioteca Universitaria. Nella porzione di pertinenza universitaria sarà allestita la nuova biblioteca giuridica, riunendo le distinte biblioteche dell’area giuridica e socio-politica dislocate in più sedi.
«La Sapienza, come primo atto, apre le porte agli studenti, perché sono loro a dover far rivivere questo posto - aggiunge il rettore Paolo Mancarella -. È un giorno gioioso non solo per l’Università, ma per tutta la città e soprattutto per l’indotto di piazza Dante che ha vissuto anni molto difficili».
Con gli operai e i ponteggi che da ieri hanno fatto spazio a libri e studenti, piazza Dante è tornata ad essere il cuore battente della vita universitaria. Una sorta di déjà vu per i tanti esercizi commerciali che hanno resistito ad una lunga agonia. «Oggi (ieri per chi legge, ndr) possiamo ricominciare a sperare» dice Luisa Martinelli del Pick a Flower, il locale rimasto in parte “imprigionato” nel cantiere diventato il simbolo delle difficoltà vissute in questi anni dai commercianti della zona. «Siamo contenti - conclude Mariagrazia Baldassari della libreria Guarguaglini -, adesso speriamo di riprendere la normale attività». —
DANILO RENZULLO
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