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«Priorità alle periferie» la Lega al Cep nelle case popolari

FRANCESCO LOI
«Priorità alle periferie» la Lega al Cep nelle case popolari

Il deputato Ziello incontra i residenti: «Parte da qui il nostro lavoro. La gente ci ha dato fiducia, dobbiamo ripagarla»

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PISA

«Venga qui, onorevole. Guardi, questa è muffa», dice il residente del Cep indicando le infiltrazioni nella parete di casa. Villaggio popolare del quartiere, uno tra i tanti in periferia che al ballottaggio di giugno ha messo da parte la sinistra, Pd in primis, spostandosi sulla Lega. Per vedere l’effetto che fa, un gruppo di abitanti delle case popolari ha invitato in zona il deputato del Carroccio, Edoardo Ziello. Invito raccolto. Ritrovo davanti alla Caffetteria di piazzale Donatello.

La gente si raduna. Qualche sedia, Ziello nel mezzo. Ci sono gli assessori Giovanna Bonanno (sicurezza) e Gianna Gambaccini (sociale) per toccare con mano la realtà delusa di una periferia simbolo della città, già definita ex rossa. «Voglio sapere quali sono i vostri problemi, poi riferirò al sindaco perché finalmente ci si occupi dei quartieri popolari, litorale compreso, dopo decenni di attenzioni concentrate sul centro storico», inizia Ziello.

Così comincia l’elenco dei punti deboli. In viale Michelangelo, a due passi, marciapiedi sconnessi per le radici dei pini. E poi le barriere architettoniche nella zona commerciale. Il campo sportivo da far tornare vero punto di aggregazione. Ma su tutto la situazione delle case popolari. Un piccolo giro, Ziello chiede permesso. Infiltrazioni di muffa, alloggi non utilizzati dove hanno trovato rifugio i piccioni, «ma anche locali assegnati a persone che creano disordine pubblico», sottolinea Ziello. «Dovremo togliere la casa a chi non ne ha diritto, magari perché possiede già un appartamento all’estero», la parola d’ordine sulle case popolari e relative graduatorie che da Cascina arriva anche a Pisa, come da nuovo regolamento approvato.

«I vigili urbani non devono solo passare, ma scendere e fare controlli», la richiesta. Ziello fa segno ok: «Qui serve una seria politica di rigenerazione urbana. La gente vuole vedere i nuovi amministratori, ci ha dato fiducia. Ma se anche con noi non cambia niente ci rimanderanno a casa e farebbero bene». C’è anche il cantautore Alain Mini. Gli canta la sua canzone di protesta “Questa Italia”. «Se ne scrivi una sulla Lega ti faccio fare il video con Salvini», sorride Ziello. Onorevole, sa che ha detto cose di sinistra? «Qualcuno mi chiama il piccolo Trump, altri il comunista della Lega. Semplicemente lavoro per la gente». —

FRANCESCO LOI

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