Il presidio
«Cartella clinica falsa» Medico denuncia ospedale e magistrati
La Corte dei conti gli contesta il pagamento di 720 mila euro versati dall’Aoup ai figli di un paziente morto dopo il ricovero
Pisa
Fa causa all’ospedale e anche alla Procura della Corte dei conti sostenendo la falsità di alcuni documenti in una cartella clinica alla base dei quali l’Azienda ospedaliera poi decise di pagare un maxi risarcimento agli eredi di un paziente morto.
È un medico all’epoca dei fatti in servizio al pronto soccorso a citare per danni l’Aoup e il procuratore della magistratura contabile che, dopo aver ricevuto la segnalazione del pagamento ai familiari del deceduto, aveva chiesto al professionista di risarcire a sua volta l’ospedale costretto a versare 720mila euro per evitare contenziosi in Tribunale.
Per il medico c’è qualcosa di falsificato o riportato in modo errato nella cartella clinica del pronto soccorso relativa al ricovero di un paziente che nell’agosto 2012 era finito a Cisanello.
Di lì a poco l’uomo era morto e gli eredi avevano formalizzato una richiesta danni all’ospedale.
Nel giro di qualche mese l’Aoup decise nel 2013 di chiudere la trattativa con un accordo raggiunto sulla cifra di 720mila euro.
Seguendo le procedure poi l’azienda aveva girato alla Corte dei conti il fascicolo per valutare eventuali profili di responsabilità erariale. E la Procura contabile nell’individuare un comportamento di colpa grave da parte del dottore nella primavera 2014 aveva bussato alla porta del medico notificandogli, come presunto responsabile dell’errore sanitario che causò il decesso del paziente, un atto di citazione per condannarlo al pagamento di quanto versato dall’Aoup ai familiari del morto.
Un pressing che il medico ha rifiutato con una reazione d’attacco. Di qui la decisione di querelare per falso l’Azienda ospedaliera e la Procura della Corte dei conti.
Lui, sostiene, non ha commesso sbagli di quella gravità. E quello che compare nella cartella clinica è stato falsificato o scritto con errore marchiani, al punto da travisare la verità dei fatti. Che, a suo dire, non è quella che gli viene contestata dalla Corte dei conti —
PIETRO BARGHIGIANI
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