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Quasi un milione di “tesoretto” dal piano caserme
È la cifra corrisposta al Comune dal Demanio dopo la cessione degli edifici alla Cassa Depositi e Prestiti
PISA
Quasi un milione di euro di “tesoretto”. È quanto il Comune di Pisa ha ricavato dall’operazione caserme. In pratica, per aver favorito il passaggio di proprietà dell’Artale e dell’ex distretto militare dal Demanio alla Cassa Depositi e Prestiti, ha ricevuto una commissione che sfiora i 900mila euro.
È la legge, evidentemente, che prevede questo tipo di possibilità. Può essere infatti «attribuita agli enti locali interessati dal procedimento - si legge negli atti comunali - una quota compresa tra il 5% e il 15% del ricavato della vendita degli immobili valorizzati se di proprietà dello Stato da corrispondersi a richiesta dell’ente locale interessato, in tutto o in parte, anche come quota parte dei beni oggetto del processo di valorizzazione».
Al Comune di Pisa è stato riconosciuto e trasferito l’importo di 893.397,39 euro, pari al 15% del ricavato attribuibile alla vendita delle proprietà immobiliari, che dunque è avvenuta per circa sei milioni di euro. Una bella somma che esce dall’operazione caserme coordinata dall’ex assessora all’urbanistica Ylenia Zambito. Una cifra ora a disposizione dell’amministrazione del sindaco Michele Conti.
È dallo scorso 28 dicembre che le due caserme dismesse, l’Artale di via Roma e la Curtatone e Montanara in San Martino, l’ex distretto militare, hanno una nuova proprietà, concretizzando così l’accordo di programma firmato a fine novembre, nella Sala delle Baleari, alla presenza dell’allora ministro della Difesa, Roberta Pinotti.
Più in particolare, la caserma Artale e la caserma Curtatone e Montanara sono passate dal Demanio al “Fondo investimenti per la valorizzazione-Comparto Extra”, fondo di investimenti pubblico gestito da Cdp Investimenti Sgr Spa che le ha acquistate. In totale si tratta di aree per circa 2 ettari in centro. ato in almeno 35
Il precedente accordo, che includeva anche la caserma Bechi Luserna sull’Aurelia, e prevedeva la vendita e le realizzazione della nuova caserma ad Ospedaletto, non è mai stato finalizzato per le mutate condizioni del mercato e per le scelte compiute dal ministero della Difesa. Dal nuovo accordo è stata esclusa la Bechi Luserna perché la Difesa ha ritenuto opportuno mantenerla a sua disposizione, concentrandovi tutte le attività del Sesto Reggimento di Manovra. —
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