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Ancora due anni per riavere l’area ricreativa di Camp Darby

DANILO RENZULLO
Ancora due anni per riavere l’area ricreativa di Camp Darby

Il Comando statunitense ha chiesto un’ulteriore proroga per la restituzione del terreno Intanto vanno avanti i lavori dopo il termine della bonifica 

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PISA

La rete metallica innalzata alcuni mesi fa nel territorio del Parco di San Rossore ha ridefinito i confini dei percorsi che saranno calpestati dagli anfibi a stelle e strisce, ma il Demanio militare italiano dovrà attendere almeno altri due anni per impossessarsi di un’ampia zona di Camp Darby, la cosiddetta “area ricreativa”.

Il Comando europeo delle forze Usa presenti nel Vecchio Continente ha chiesto infatti un altro anno di proroga sul progetto che prevede un ridimensionamento dell’enclave tra Pisa e Livorno con il passaggio di alcune decine di ettari di territorio al Demanio.

Lo stop alla restituzione è stato imposto dal processo di revisione dell’European Infrastructure Consolidation, il piano per la dismissione di quindici basi militari statunitensi e la riorganizzazione delle forze armate americane in Europa annunciato dal Pentagono nel 2015 che, tra gli altri punti, prevedeva anche una rivisitazione dei confini di Camp Darby da concretizzare entro il prossimo 31 dicembre.

Dopo lo spostamento ad ottobre 2019 del termine dei lavori di bonifica e degli altri interventi di preparazione allo “storico” passaggio, i tempi tornano ad allungarsi.

La bandiera italiana non potrà sventolare prima dell’autunno 2020 sull’area da alcune decine di ettari che affaccia su viale Mezzapiagge su cui sorgono strutture militari e civili (caserme, scuole e strutture sportive, tra cui una piscina) che potrebbero essere riadattate a base o centro di addestramento dell’Esercito italiano.

In alternativa, l’area potrebbe essere affidata anche al Demanio pubblico, riconvertendo la zona ad uso civile, e in questo caso potrebbe approfittarne anche il Comune con un’eventuale trattativa per ottenere una porzione di territorio.

Intanto vanno avanti i lavori di adeguamento dell’area: dopo la bonifica, sono state installate recinzioni e cancelli per delimitare i nuovi (futuri) confini dell’installazione militare statunitense. Proseguono anche gli interventi per trasferire materiali e arredamenti in altre strutture della base. —

DANILO RENZULLO

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