Tra le vittime la sorella del pastore evangelico
Il fratello della giovane Stella Boccia abita in Valdera Bagnoli (Fdi) tra gli scampati: ho acceso candele in chiesa
PONTEDERA
«Mi scusi, ma preferisco non rilasciare dichiarazioni». Francesco Boccia è all’obitorio di Genova con i familiari ed è distrutto dal dolore. È il pastore della chiesa evangelica di Pontedera e piange la sorella Stella, 24 anni, morta con il fidanzato nel crollo del ponte di Genova mentre tornava dalle vacanze. I due erano diretti ad Arezzo, città dove lavoravano: lei in un negozio di abbigliamento sportivo e lui in un ristorante. La famiglia Boccia è originaria della Campania e ha attività di ristorazione nell’Aretino. Francesco abita a Ponsacco.
FUNERALE SEPARATO
La salma di Stella sarà l’unica assente ai funerali di Stato: sarà portata a Foiano della Chiana dove domani alle 15 si svolgeranno le esequie con rito evangelico. La celebrazione si terrà in forma privata e senza telecamere così come voluto dai familiari, alla presenza di parenti e amici provenienti anche da Somma Vesuviana, luogo di origine della famiglia prima di trasferirsi una ventina di anni fa in Toscana. Poi la sepoltura a Badia al Pino.
iL TEMPO DI UN CAFFÈ.
Tante le storie legate al disastro della vigilia di Ferragosto. Alcune tragiche. Altre fortunate. Come quella del leader comunale di Fratelli d’Italia, Matteo Bagnoli, e la sua fidanzata che proprio martedì stavano andando in vacanza a Tossa del Mar, in Spagna. E se possono raccontare l’angoscia vissuta dopo aver appreso la notizia, lo devono esclusivamente a un caffè. «Eravamo indecisi se fermarci prima di Genova a prendere un caffè oppure se proseguire ancora – racconta il politico e dipendente di un’azienda di servizi – Poi abbiamo optato per fare la sosta in autogrill dopo il ponte. Siamo passati dieci minuti prima della catastrofe. Non facciamo altro che pensare a quello che ci sarebbe potuto capitare».
DUE CERI accesi AD ARLES
Bagnoli era ignaro di quanto accaduto quando è rientrato in autostrada dopo la sosta e si è stupito di aver visto una drastica diminuzione del traffico. «Nei pannelli informativi si leggevano comunicazioni legate a un incidente – racconta il trentunenne – Poi da Isoradio è venuta fuori la verità ed è stato un colpo al cuore. Sono cattolico, ma non pratico granché. Nonostante questo, quando ci siamo fermati ad Arles, in Francia, per riposare un po’, siamo andati dritti in una chiesa per accendere due ceri e ringraziare, in qualche modo, di averla scampata». —
A.Q.
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