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il retroscena 

Panella apprese dal Tirreno di essere il principale indiziato per le botte a Scieri

P.B.
Panella apprese dal Tirreno di essere il principale indiziato per le botte a Scieri

In un articolo del 10 luglio scorso il 39enne capì di poter essere nel mirino della Procura e il 20 comprò il biglietto di sola andata per gli Usa 

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La proroga delle indagini e la notizia che la commissione parlamentare d’inchiesta aveva passato alla Procura pisana i nomi dei caporali più violenti dentro la Gamerra secondo quanto era emerso nel corso di decine di audizioni.

Con una precisazione di rilievo: uno di questi “nonni” non era stato sentito dai parlamentari perché residente negli Stati Uniti. Più di un campanello d’allarme per il diretto interessato.

Sono stati gli articoli pubblicati dal Tirreno il 10 luglio a preoccupare Alessandro Panella, l’ex caporale in ferma breve che per anni ha vissuto a San Diego lavorando nella ristorazione e mantenendosi come interprete. Deve aver sentito che tirava una brutta aria e ha pensato di preparare le valigie.

Una “coda di paglia” secondo l’accusa che gli è costata, nelle conseguenze delle sue mosse monitorate dagli investigatori, un arresto ai domiciliari per omicidio volontario in concorso. Non lo avrebbero arrestato se fosse rimasto in Italia, ma il provvedimento è servito a scongiurare il pericolo di fuga.

«La data di prenotazione (biglietto aereo di solo andata, ndr) risulta concomitante con gli articoli di stampa del Tirreno che davano ampio riferimento alla richiesta della proroga delle indagini preliminari – scrive il gip Giulio Cesare Cipolletta nell’ordine di arresto –. Peraltro in quegli articoli venivano evidenziati i sospetti avanzati dalla stessa (commissione, ndr) nei confronti di un “caporale conosciuto per la sua aggressività che si è trasferito negli Stati Uniti. Proprio quest’ultimo viene descritto come un tipo violento verso i nuovi arrivati” con ovvio (nella valutazione dello stesso indagato) riferimento proprio al Panella, affrettandosi pertanto all’acquisto del biglietto per gli Usa».

Non solo. La coincidenza temporale dell’articolo del Tirreno con la convocazione di Panella per l’interrogatorio formale davanti al magistrato (26 luglio) e con l’acquisto del biglietto (20 luglio) «non può che indurre ragionevolmente a ritenere che tale soggetto stia cercando di sottrarsi alle proprie responsabilità in merito ai fatti per cui si procede».

E proprio il 26 luglio, intercettato in auto mentre da Cerveteri sta raggiungendo Pisa per l’interrogatorio in Procura, il padre di Panella suggerisce al figlio di partire per gli Stati Uniti (di cui ha la cittadinanza avendo sposato un’americana, ndr), scelta condivisa anche dal fratello. Il biglietto di sola andata e la discussione in famiglia sull’opportunità di lasciare l’Italia e blindarsi con la sola cittadinanza americana, sono stati elementi ritenuti sufficienti dalla Procura per giustificare la richiesta di arresto. —

P.B.

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