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La Casa della Donna pungola il sindaco «Conti deve far dimettere Buscemi»
Previste altre forme di contestazione al prossimo consiglio comunale. Pochini: «Le donne della giunta tacciono»
PISA
«Tutto ciò che dovevamo dire sull'assessore Buscemi lo abbiamo detto in piazza e nelle sedi opportune. Ora sta al sindaco Michele Conti assumersi le sue responsabilità».
A parlare è Carla Pochini presidente della Casa della Donna durante la partecipatissima riunione tenutasi nel giardino dell'associazione.
La Casa della Donna sposta il target della protesta sul sindaco "reo" di aver tranquillizzato tutte durante la campagna elettorale «per poi rimangiarsi quanto ci aveva promesso» continua Pochini. Il 18 maggio infatti, Conti scrisse all'associazione di voler «potenziare le politiche di contrasto alla violenza e di tenere sempre un “faro acceso” su questo tema».
«Lui ha scelto Buscemi, e sempre lui deve allontanarlo» continua Pochini che incalza «vorremmo anche sapere cosa ne pensano le quattro donne che siedono in giunta visto che non si sono mai espresse sul caso Buscemi».
La Casa della Donna vuole continuare a tener viva l'attenzione, ma cambiando strategia. «Abbiamo esaurito tutte le parole e le argomentazioni contro Buscemi – dice Pochini –. Abbiamo parlato del suo caso in piazza, nei tribunali, sui giornali locali e su quelli nazionali. Abbiamo consegnato la sentenza al consiglio comunale. Siamo scese in piazza con slogan, cori, volantini, striscioni. E quindi ora basta. Manifesteremo in silenzio. Il silenzio può essere assordante».
L’associazione vuole però che «al prossimo consiglio comunale sia presente in aula, una delegazione o una significativa rappresentativa dell'associazione e di simpatizzanti mentre le altre persone possono manifestare nella piazza indossando la maglietta rossa». Tornando al sindaco Conti, dall'associazione dichiarano: «Se anche Buscemi, spontaneamente, desse le dimissioni, rimarrebbe la ferita di un sindaco che non lo ha allontanato e, anzi, lo ha difeso. Cosa verrà a raccontare Conti, il 25 novembre alla Festa delle donne visto che per ora, si sa che a livello regionale verrà fatta proprio a Pisa?». Ed è sempre Conti, nel mirino delle proteste quando Pochini sostiene: «Ha rispettato le quote rosa, va bene, ma la sua è solo una posizione di facciata se non si assume la responsabilità di farlo dimettere». C'è un'altra questione però che "affanna" le azioni dell'associazione e cioè un impasse tecnico-aministrativo. Di fatto il consiglio comunale non può entrare nella pienezza della sua attività, finché il consigliere comunale Gianluca Gambini non presenta le sue osservazioni sulla vicenda che lo vede attore in un'azione legale proprio contro il Comune. L’esponente leghista può presentare le sue osservazioni fino alle 24 del 30 luglio. E poi c'è agosto quando i lavori del consiglio comunale sono sospesi. Sul tavolo del consiglio, giace dunque, non discussa, la mozione di sfiducia contro Buscemi presentata da Diritti in Comune e appoggiata dal Pd. E Giuliano Pizzanelli, capogruppo del Pd era all'assemblea alla Casa della Donna e dice: «Dubito che il consiglio possa riunirsi il 30 luglio o il 31. Dopo non ne ho idea se sia possibile. Ciò crea un grave ed evidente imbarazzo nel consiglio che è incartato nei casi Gambini e Buscemi. Sappiamo che la stessa maggioranza non è così compatta su questi fronti mentre il M5S mantiene un atteggiamento di stallo».
L’assemblea si è aperta con la lettura del messaggio di solidarietà inviato da Vera Vigevani Jarach, ebrea italiana che nel 1939, si rifugiò in Argentina per fuggire alle leggi razziali e qui, durante gli anni della dittatura militare, divenne una Madre di Plaza de Mayo. «Capisco il vostro sdegno e lo condivido da lontano - scrive sulla vicenda Buscemi -, è un'offesa per tutte noi donne in particolare ma per tutti ha un risvolto incredibile di lesione morale». —
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