Italia
L’assessore Bedini: «Sul Giugno Pisano si deve tonare alla tradizione»
Priorità alla messa in sicurezza del patrimonio comunale rappresentato dai costumi storici del Gioco del Ponte
PISA
«Le manifestazioni storiche, o meglio le tradizioni storiche come mi piace chiamarle, non sono di proprietà della giunta né di una parte politica. Sono un patrimonio di Pisa e dei pisani. All’amministrazione comunale il compito di salvaguardarle dando un indirizzo». È questa la linea che intende seguire il nuovo assessore alle manifestazioni storiche Filippo Bedini. Delega che ha fortemente voluto e per la quale si è già messo a lavoro. «Intanto documentandomi su regolamenti e stato dell’arte – spiega -. Poi incontrando alcuni rappresentanti in particolare del Gioco del Ponte e del Palio di San Ranieri».
Il recupero delle tradizioni delle manifestazioni storiche e soprattutto della loro natura religiosa, questo l’obiettivo di Bedini. Ci dice: «In questi anni si è cercato, in maniera quasi ossessiva, di laicizzare tutto, facendo perdere la natura religiosa che c’è dietro le manifestazioni. Penso, su tutte, al Capodanno Pisano e alla Luminara. La Luminara, ad esempio, è un omaggio al nostro patrono e come tale dovrebbe avere un rispetto quasi sacrale. E non stiamo parlando di gusti, ma di verità storica. Possibile – si domanda l’assessore – che l’immagine di San Ranieri in processione sull’Arno sia stata sostituita da musica assordante e da fasci di luce? La Luminara sono le luci delle candele sui lungarni». Secondo Bedini proprio il recupero del valore religioso della festa del 16 giugno potrebbe avere ricadute positive anche sulla candidatura Unesco. «L’idea di inserire la Luminara nel patrimonio Unesco fu lanciata dal mio gruppo consiliare con Diego Petrucci, quindi intendo sicuramente portare avanti questa candidatura. Credo che un ritorno alla vera tradizione della festa possa solo favorire il nostro percorso». Stesso discorso per il Capodanno Pisano. «I pisani non hanno scelto il 25 marzo a caso – sottolinea Bedini -. È il giorno dell’Annunciazione e segna in maniera indelebile la natura cristiana di Pisa. Alla quale aggiungiamo l’intitolazione del Duomo all’Assunta fino alla croce scelta come stemma. L’anno prossimo potremo tornare in cattedrale per la cerimonia del raggio di sole. E questo darà sicuramente nuovo significato alla ricorrenza».
E passiamo al Gioco del Ponte. «Come primo atto ufficiale da assessore ho visitato i magazzini a Ospedaletto dove vengono custoditi i costumi. La situazione è grave. Mancano ad esempio armadi ignifughi per la conservazione ed anche l’inventario dei beni non è all’altezza. Ogni euro che avremo a disposizione lo dovremo impiegare per mettere in sicurezza il nostro patrimonio. Individuando poi alcuni costumi, magari quelli più recenti, da tenere a disposizione della città per gli eventi nel corso dell’anno». Un patrimonio che potrebbe trovare collocazione in un museo? «Prima voglio capire come stanno le cose. Ovvio che una sede per esporre i costumi sarebbe importante sia a livello turistico ma anche per pisani e scuole». —
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