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Ricatto hard a negoziante del centro: mamma e figlia cubane finiscono in Tribunale
Secondo l'accusa la giovane chiedeva soldi all'amante per non rivelare la relazione alla moglie
PISA. Mamma e figlia a giudizio immediato per estorsione ai danni di un commerciante senza passare dall’udienza preliminare perché la Procura sostiene che le prove del reato sono evidenti. Archiviazione per i due italiani, di cui uno marito della donna arrestata in flagranza di reato nel marzo scorso dalla polizia municipale, indagati all’inizio dei riscontri come possibili complici.
Lo ha deciso il sostituto procuratore Giovanni Porpora (nella foto) nell’inchiesta lampo in cui davanti al giudice sono finite Leticia Gallardo, 50 anni, cubana, e la figlia Naliachi Pestana Gallardo, 30 anni, entrambe residenti a Pisa, difese dagli avvocati Rolando Rossi e Antonella Ingargiola. La storia è quella che vede un commerciante del centro, di 47 anni, assistito come parte offesa nella vicenda dall’avvocato Carlo Porcaro D’Ambrosio, denunciare alla municipale una continua richiesta di denaro da parte della 30enne cubana. Soldi che, secondo l’accusa, la giovane caraibica pretendeva per non rivelare alla moglie del suo amante la relazione con il titolare di un negozio di abbigliamento che si era invaghito di lei. Dopo aver versato almeno 10mila euro, in più tranche, il commerciante all’ennesima richiesta di soldi era andato a bussare alla porta del comando di via Battisti.
Aveva spiegato agli agenti della polizia giudiziaria origine ed epilogo di quella che avrebbe dovuto essere una scappatella e che nel tempo a suo dire si era trasformata in un ricatto a luci rosse. L’amante che chiedeva il denaro per restare in silenzio, il negoziante che più volte aveva ceduto alle richieste della cubana che, da partner di incontri sessuali, si era rivelata, secondo la querela, una che voleva lucrare sulla tenuta matrimoniale del marito traditore. All’arresto la municipale era arrivata dopo aver ricevuto la segnalazione del commerciante circa un appuntamento con la mamma della sua amante che, per conto della figlia, avrebbe dovuto incassare qualche centinaio di euro. Gli agenti si erano appostati. Quando avevano visto il passaggio di denaro tra l’uomo e Leticia Gallardo la donna era stata bloccata. La versione iniziale fornita dagli indagati era che la richiesta di denaro fosse giustificata dalla necessità di far venire in Italia da Cuba il figlio della ventenne. Un aiuto economico per la famiglia, quindi, e non un ricatto. Una versione che ora mamma e figlia dovranno spiegare in Tribunale. —
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