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Pisa

tragedia a porta a lucca 

Imprenditore sale sul tetto e si lancia nel vuoto

Stefano Taglione
Imprenditore sale sul tetto e si lancia nel vuoto

L’uomo aveva già manifestato intenti suicidi, tanto che il figlio stava tornando da lui. Ha sbattuto contro il palazzo della Snai

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PISA

È rimasto per più di un’ora sul tetto del palazzo. Poi, verso le 11, si è lanciato nel vuoto. Prima sbattendo contro la paratia della Snai, rotta in più punti, poi sul selciato. Dove è morto sul colpo. Tragedia ieri mattina in via del Brennero, nel quartiere di Porta a Lucca. Vittima un imprenditore pisano di 73 anni, residente in città.

L’uomo - che secondo una prima ricostruzione soffriva di depressione - ha raggiunto lo stabile (non quello in cui abitava) prima delle 10, salendo con l’ascensore al quinto pianto e aprendo la porta di accesso al tetto di cui aveva la chiave, trovata in una delle tasche dei pantaloni corti che indossava. Poi, una volta dentro, si è arrampicato su una scala da muratore, aprendo la botola in mezzo alle tegole, prima dell’estremo gesto. Stando al racconto di chi lo frequentava l’uomo negli ultimi tempi soffriva di depressione, tanto che avrebbe manifestato più volte il suo malessere. Ne aveva parlato anche col figlio, che non vive a Pisa e che proprio ieri era tornato per stargli vicino. Ma ha scoperto della morte del padre appena ha varcato la soglia della sua abitazione, vuota perché viveva da solo, nel pomeriggio di ieri. Anche altri parenti, nel corso della giornata, avevano provato a telefonargli inutilmente. Prima di scoprire del gesto estremo.

«Erano le 10 quando l’ho visto sul tetto, ma non capivo cosa facesse. Poi ho sentito un urlo. Stava precipitando nel vuoto», è il racconto di un abitante di un palazzo di via del Brennero, che aveva la piena visuale di quanto accaduto. Secondo i testimoni l’anziano avrebbe raggiunto l’angolo del tetto dello stabile, nella parte più vicina alla strada, poi si è lanciato contro il palazzo di fronte, dove c’è l’agenzia di scommesse, morendo sul colpo in mezzo al vialetto privato del condominio, delimitato da una sbarra e adibito al parcheggio delle auto.

La tesi del suicidio è stata confermata in pieno dalla polizia di Stato, subito sul posto insieme a un’ambulanza della Pubblica assistenza di Pisa, che con il medico a bordo non ha potuto far altro che constatare il decesso. Gli agenti della scientifica e della squadra mobile hanno svolto tutti i rilievi, al termine dei quali (verso le 14.30) la salma del 73enne è stata rimossa dalla confraternita cittadina e trasferita all’istituto di medicina legale dell’ospedale Santa Chiara.

A dare l’allarme è stato uno studente dello stabile, che lo ha visto precipitare nel vuoto. A chiamare il 118, invece, un’abitante dello stesso palazzo. «Ci siamo tutti spaventati – dice la donna, che in quel momento stava parcheggiando l’auto nel suo garage – quando ho sentito il grido. È stato tremendo».

La polizia, che non ha dubbi sul suicidio, ha chiesto comunque di visionare le immagini delle telecamere di videosorveglianza della Snai. —



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