Il presidio
Più rieducazione e meno sbarre Il progetto della diocesi pisana
Inaugurata a Sant’Andrea a Lama la “Casa Misericordia Tua” che ospiterà fino a otto detenuti in semilibertà per favorirne il reinserimento
calci
«Pensavamo a una trentina di persone, invece almeno cinque volte di più sono intervenute alla inaugurazione della Casa Misericordia Tua». Don Antonio Cecconi, proposto di Calci, prende atto con soddisfazione della risposta corale della gente, anche venuta da fuori, a un evento di particolare significato. La struttura inaugurata mercoledì pomeriggio, nel segno della solidarietà, in un contesto ambientale di rara bellezza paesaggistica, è a Sant’Andrea a Lama, nell’alta Valle Graziosa: ospiterà detenuti in regime di semilibertà. Intende offrire un percorso di inserimento sociale in quella che per secoli è stata la canonica di una parrocchia carica di storia. L’ha voluta la Chiesa Pisana per l’anno giubilare della Misericordia. Monsignor Giovanni Paolo Benotto ha benedetto la Casa di accoglienza. Tra i presenti Vittorio Cerri, per diciassette anni direttore del Don Bosco, Marfi Paganello, coordinatore della Cappellania carceraria (figlio e fratello di uomini dell’Arma dei Carabinieri) e Monsignor Roberto Filippini, già operatore di chiesa al Don Bosco prima di diventare vescovo di Pescia. Il sindaco Massimiliano Ghimenti ha richiamato la Costituzione. «Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato. La funzione rieducativa non può essere abbandonata o passare in secondo piano».
La Casa Misericordia Tua a partire dal prossimo autunno ospiterà inizialmente due persone detenute (al massimo potrà ospitarne 8) in orario 7-23. Ci sarà sempre presente un tutore. La ristrutturazione è costata 300.000 euro, di cui 160.000 provenienti dall’otto per mille della Cei, 100 mila da un contributo della Fondazione Pisa e 60 mila raccolti in occasione del Giubileo della Misericordia. Rimane da completare l’area verde dove un tempo c’erano l’oliveto e la vigna. Nel progetto generale del reinserimento è prevista una squadra con un educatore professionale della Cooperativa sociale “Il Simbolo” oltre a Marfi Pavanello ed Elio Della Zuanna, due sacerdoti dehoniani della Cappellania carceraria, incaricati dell’assistenza pastorale degli ospiti. —
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